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Ricorso contro la multa per semaforo rosso

La Corte di Cassazione ha stabilito rigidi limiti all'impiego dei dispositivi di rilevamento delle infrazioni. In molti casi i Comuni continuano ad ignorare questi limiti, emettendo dei verbali illegittimi e annullabili. L'articolo che segue è un breve estratto dello specifico approfondimento da noi redatto per supportarti nella contestazione del verbale.

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Le multe per semaforo rosso rilevate con telecamera sono nulle (lo dice la Cassazione) goo.gl/ZmsAEd (clicca qui per dirlo ai tuoi amici con un tweet)

 

Le multe per semaforo rosso

L’attraversamento di un incrocio con semaforo proiettante luce rossa costituisce violazione dell’art. 146, comma III, del Codice della Strada, che testualmente prevede:
Il conducente del veicolo che prosegue la marcia, nonostante che le segnalazioni del semaforo o dell'agente del traffico vietino la marcia stessa, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 150 a euro 599”.
Analizziamo in questa sede le motivazioni sulla cui base può generalmente essere contestata una presunta violazione della suddetta normativa, nei casi in cui l’infrazione sarebbe stata accertata con l’ausilio di dispositivi di rilevamento automatico delle infrazioni. A tale scopo, è opportuno orientare la lettura della norma appena citata con riferimento a quanto previsto dall’art. 41, comma X, del Codice della Strada:
Durante il periodo di accensione della luce gialla, i veicoli non possono oltrepassare gli stessi punti stabiliti per l'arresto, di cui al comma 11, a meno che vi si trovino così prossimi, al momento dell'accensione della luce gialla, che non possano più arrestarsi in condizioni di sufficiente sicurezza; in tal caso essi devono sgombrare sollecitamente l'area di intersezione con opportuna prudenza

La durata del giallo

La norma, ad un’attenta lettura, fa quindi riferimento ad ipotesi in cui il conducente di un veicolo sia legittimato ad attraversare l’incrocio, malgrado il semaforo proietti luce gialle, nel caso in cui rappresenti condotta più prudente sgomberare l’intersezione, anziché arrestare bruscamente la marcia.
 
La fattispecie fa evidentemente riferimento a condizioni di potenziale pericolo che in alcun modo l'agente accertatore potrebbe essere in grado di desumere dalla semplice analisi dei riscontri fotografici prodotti dal dispositivo.
Tali condizioni di potenziale pericolo, in grado di scriminare il conducente, potrebbero dipendere, infatti, da svariati fattori, ma molti di essi  - raffigurati in fotografia-  potrebbero apparire come particolari di scarso rilievo: si pensi banalmente all'attraversamento di un animale, alla caduta di un oggetto dall'alto, al guizzo di bambino, al sopraggiungere da tergo di un autoambulanza o di un altro veicolo a forte velocità. Pertanto, ciò che si intendere mette in discussione non è certo la valenza probatoria del verbale (per far ciò occorrerebbe una querela di falso), ma l’inadeguatezza degli strumenti offerti ad ausilio delle forze dell’ordine, per la formazione del loro esatto convincimento, quale poi viene riversato nel verbale.

È evidente che in alcun modo, uno o più fotogrammi possano riprodurre la rapida sequenza dinamica che si svolge innanzi all'automobilista che, in una manciata di istanti, è tenuto a valutare se sia più prudente arrestare di colpo la propria vettura (col rischio di essere tamponato) o di proseguire la marcia (col rischio di attraversare la traiettoria di autoveicoli provenienti dalle altre vie confluenti nell'incrocio). È doveroso, pertanto, ritenere che tra i due  - l'agente che abbia valutato l'infrazione sulla base dei riscontri fotografici e il conducente del veicolo - solo quest'ultimo abbia potuto operare con maggiore cognizione di causa  la scelta del "minor rischio", e, quindi, su questa base decidere di attraversare l'incrocio malgrado la lanterna semaforica proiettasse  - al momento di essere "percepita" - luce gialla. Tutto ciò premesso, la scelta che si impone è quella di valutare se il semaforo abbia proiettato la luce gialla per un tempo sufficiente, durante il quale il conducente l'abbia potuta percepire e abbia potuto decidere di superare la linea d'arresto (ritenendo questa scelta la più prudente), e di sbarazzare l'incrocio procedendo a velocità moderata.
 
Tale valutazione non è confortata da alcun parametro normativo, poichè nè il Codice della Strada, nè il relativo regolamento di attuazione, dispongono nulla al riguardo. Non avrebbe, quindi, alcuno spessore giuridico una disquisizione incentrata sul tempo di durata del giallo, né avrebbe senso avventurarsi in considerazioni tese a considerare sufficienti o non sufficienti periodi di durata pari a 3 o 5 secondi, poiché l’eterogeneità delle situazioni che potrebbero rappresentarsi concretamente è tale da non poter evidentemente essere ponderata in via preventiva. Pertanto, l'unico elemento che si ritiene possa sostenere la valutazione di chi sia chiamato a dirimere la questione, consiste nella dichiarazione di disconoscimento di responsabilità resa dal ricorrente.

I motivi di ricorso contro la multa

Quanto fino ad ora si è sostenuto rappresenta nient'altro che quello che per certi versi la stessa Corte di Cassazione ha già da tempo sostenuto, con la sentenza 23301/2005, la quale ha affermato il principio secondo cui
"la istituzionale rinuncia alla contestazione immediata appare non conforme alle possibili situazioni che in tali evenienze possono verificarsi (esemplificativamente, il caso di coda di autoveicoli che non consenta al mezzo che abbia legittimamente impegnato l'incrocio di attraversarlo tempestivamente) e che solo la presenza di un agente operante in loco può ricondurre nell'alveo della corretta applicazione delle disposizioni relative. Devesi quindi concludere che, nel caso che ne occupa, la mancata presenza in loco di agenti operanti per un verso preclude la possibilità di contestazione immediata nei casi in cui ciò sia possibile, così eludendo ex antea il precetto legislativo al riguardo e, per altro verso, non consente di verificare le concrete situazioni in cui l'apparecchio di rilevamento automatico opera, consentendo possibili equivoci, non risolubili con certezza proprio per l'assenza degli agenti sul posto."
Le ragioni appena esposte rappresentano ormai un orientamento assolutamente consolidato ed incontrovertibile della Suprema Corte. Le censure mosse in tema di accertamento mediante impianti di rilevazione automatica sono state infatti, ulteriormente ribadite dalle più recenti sentenze n. 23084/2009 (Corte Cassazione Civile, sezione seconda) e n. 27414/2009 (Corte Cassazione Civile, sezione seconda):
Osserva la Corte che non merita accoglimento la tesi della non necessaria presenza degli organi di polizia, in caso di apparecchiatura a posto fisso presso gli impianti semaforici, in relazione all'epoca della contestazione. Questa Corte suprema (Cass. 8465/2006) ha, invero, affermato che nella fattispecie sia necessaria la presenza del vigile. […] Peraltro, la fattispecie dell'attraversamento del semaforo a luce rossa, rilevata solo con apparecchiatura a posto fisso, si presta a possibili errori (Cass. 23084/2009)”.
E ancora:
questa Corte - con indirizzo costante (Sez. II, 11 aprile 2006, n. 8465; Sez. II, 11 gennaio 2008, n. 558) - ha precisato che, in tema di violazioni del codice della strada, le condizioni che in caso di rilevamento della velocità a mezzo di apparecchiatura tipo autovelox consentono la contestazione differita dell'infrazione non ricorrono nella diversa ipotesi in cui l'attraversamento di un incrocio con luce semaforica rossa sia constatato a mezzo di apposita apparecchiatura fotografica. Infatti, in quest'ultimo caso l'assenza non occasionale di agenti operanti non appare consona all'utilizzazione di un apparecchio di rilevamento automatico, né appare superabile alla luce del disposto dell'art. 384 regolamento di esecuzione del codice della strada, atteso che tale norma è di natura regolamentare e secondaria rispetto alla disposizione legislativa, che prevede comunque come regola generale la contestazione immediata, e non contempla affatto l'assenza di agenti sul posto. D'altra parte, l'istituzionale rinuncia alla contestazione immediata non è conforme alle possibili situazioni che in tali evenienze possono verificarsi (come ad es. nel caso di coda di veicoli che non consenta al mezzo che abbia legittimamente impegnato l'incrocio di attraversarlo tempestivamente) e che solo la presenza di un agente operante "in loco" può ricondurre  nell'alveo della corretta applicazione delle disposizioni relative (Cass. 27414/2009)”.

Le telecamere ai semafori

Il più delle volte, le infrazioni per attraversamento di incrocio con semaforo rosso sono rilevate per il tramite di dispositivi elettronici, in grado di scattare fotogrammi ai veicoli che sorpassino la linea di arresto in costanza di divieto. Si tratta ovviamente di strumentazioni elettroniche offerte al possibile utilizzo da parte delle forze dell’ordine, poichè appositamente omologate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Esistono diverse tipologie di dispositivi, sebbene le loro  modalità di impiego e funzionamento siano grosso modo le stesse. I dispositivi che più comunemente sono utilizzati sono almeno tre:

- il Traffiphot III SR (omologato con decreto 4130/2004);

- il T-Red (omologato con decreto 3458/2005);

- il Photored F17A (omologato con decreto 1130/2004).

Ciascuno dei decreti appena citati prevede, in relazione al dispositivo a cui si riferisce, che esso possa essere utilizzato, nel rispetto di specifiche condizioni di impiego.

 

Sulla base di quanto già ampiamente detto nei precedenti capitoli, in tema di onere della prova, sarà incombenza della pubblica amministrazione, in sede di opposizione al verbale, dover dimostrare la legittimità della rilevazione, anche per quel che attiene al corretto impiego del dispositivo, sulla base di quanto prescritto dal relativo decreto di omologazione.

Traffiphot III SR

In particolare, per quanto riguarda il Traffiphot III SR, sulla base di quanto prescritto dal decreto di omologazione n. 4130/2004, l’amministrazione opposta dovrà dimostrare di aver rispettato le seguenti condizioni di utilizzo:

- premesso che il Traffiphot III SR è strumentazione in grado di rilevare anche le infrazioni per eccesso di velocità (e non solo il passaggio con semaforo rosso), le due funzioni possibili dovranno essere utilizzate in maniera disgiunta e non potrà essere abbinato l’accertamento della velocità al controllo delle intersezioni semaforizzate;

- il posizionamento della prima spira dovrà essere immediatamente prima della linea di arresto e la seconda dopo detta linea,è possibile il posizionamento di entrambe le spire dopo la linea di arresto  solo se è previsto un ritardo per l’attivazione  di almeno un secondo dall’inizio del rosso;

- nell’utilizzo del flash  con filtri di colore arancione l’energia elettrica di alimentazione non deve superare i 190Ws, se sono utilizzati filtri di colore rosso l’energia non deve superare i 160Ws;

- quando il dispositivo è utilizzato in maniera automatica, su di esso vanno eseguite verifiche di corretta funzionalità ed eventuali tarature, con cadenza almeno annuale, la cui corrispondente documentazione dovrà essere tenuta agli atti per almeno cinque anni.


T-red

Similmente, anche il decreto di omologazione n. 3458/2005, prevede che il dispositivo T-Red, possa essere utilizzato solo nel rispetto delle specifiche condizioni che qui di seguito andiamo a trascrivere:

- nel primo scatto fotografico dovrà essere inquadrata e stampata anche la linea di arresto alla intersezione;

- particolare attenzione deve essere riservata al montaggio del sistema anche con l’adozione di strutture di sostegno e fissaggio sufficientemente robuste e protette;

- quando il dispositivo è utilizzato in modalità automatica, le Amministrazioni sono tenute a fare eseguire verifiche ed eventuali tarature dell’apparecchiatura, con cadenza almeno annuale, a supporto della corretta funzionalità dei dispositivi stessi. La documentazione corrispondente dovrà essere tenuta agli atti per almeno cinque anni.

 

Photored F17A

Infine, per quel che riguarda il Photored F17A, il decreto di omologazione n. 1130/2004 prevede che:

- l’apparecchiatura sia installata in modo fisso in posizione protetta, non manomettibile o facilmente oscurabile;

- sia prodotta documentazione fotografica in cui appaia,oltre alla panoramica dell’intersezione controllata,la lanterna semaforica che regola l’attraversamento oppure la lanterna ripetitiva posta dopo l’intersezione;

- siano scattati, per ogni infrazione, almeno due fotogrammi, di cui uno all’atto del superamento della linea d’arresto e l’altro quando il veicolo in infrazione si trovi circa al centro dell’intersezione controllata;

- l’istante in cui avviene il secondo scatto sia individuato in funzione della velocità del veicolo all’atto del passaggio sui rilevatori o fissando, in funzione delle dimensioni e caratteristiche dell’intersezione, l’intervallo temporale fra i due scatti;

- in ogni fotogramma figuri in sovrimpressione almeno la località dell’infrazione, la data e l’ora;

- l’apparecchiatura sia predisposta per l’entrata in funzione dopo un tempo prefissato dall’inizio del segnale rosso;

- il dispositivo, se utilizzato in modalità automatica, sia sottoposto a verifiche ed eventuali tarature, con cadenza almeno annuale.

 

Le verifiche di funzionamento

Preme evidenziare che, come visto, ciascun decreto di omologazione prescrive l’obbligo a carico dell’amministrazione di effettuare annualmente verifiche di funzionamento ed “eventualmente” la taratura del dispositivo. Oltre al preciso rispetto di tutte le altre condizioni appena illustrate, sarà, pertanto, sempre opportuno richiedere che in sede di opposizione sia fatto obbligo all’amministrazione di esibire tutta la relativa documentazione, che attesti le opere di manutenzione eseguite sull’apparecchiatura, con specifico riferimento al modello e numero di matricola dell’esemplare citato nel verbale.

Sarà, inoltre, preventivamente opportuno contestare tale documentazione, qualora essa provenga dalla stessa società produttrice dei dispositivi, o da altra concessionaria cui siano devoluti servizi attinenti l’installazione o distribuzione dei dispositivi medesimi. Viceversa, risulterebbe tradito quel principio d’indipendenza dei laboratori preposti alla verifica, sancito con D.M. del 10/12/2001 del Ministero Attività Produttive - Art. 2 (verificazione periodica degli strumenti di misura) - il quale prevede che i laboratori preposti alla verifica periodica debbano offrire garanzie d’indipendenza, non intrattenendo, quindi, rapporti commerciali, finanziari e societari con gli utenti metrici.

 

 
 

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Commenti  

 
marco
0 #3 marco 2014-09-02 03:45
mi è arrivata una notifica amministrativa con accertamento di violazione per passaggio con semaforo rosso, ma quel giorno e a quell'ora il mio mezzo era presso un officina meccanica per riparazione e io ero dal dentista. Ora in mio possesso ho i documenti che accertano che ero effettivamente dal dentista in quel preciso giorno e orario, ma ho gettato via la ricevuta del meccanico e quest'ultimo non vuole farsi carico della multa. CHE POSSO FARE?
Citazione
 
 
Alberto Russo
0 #2 Alberto Russo 2014-05-15 16:29
Citazione andrea:
finalemnte posso pagare la prima e la seconda,che devo fare?grazie



Ciao Andrea,
mi viene da supporre che la seconda multa a cui ti riferisci sia quella per l'omessa comunicazione dei dati del conducente. Se non hai presentato ricorso e hai lasciato decorrere i 60 giorni senza effettuare il pagamento, entrambe le sanzioni sono purtroppo raddoppiate. Immagino purtroppo che il conteggio che ti hanno effettuato non tenga conto del raddoppio, per cui se le pagassi ora non esauriresti la tua esposizione debitoria.
In altri termini, per prudenza, chiedi nuovamente un ricalcolo di quanto da te dovuto.
Citazione
 
 
andrea
+1 #1 andrea 2014-05-08 17:27
ho preso una multa da 174,5 euro per attraversamento del semaforo rosso,non l'ho pagata perche' ero senza soldi,me ne e' arrivata un'altra da 281,5 euro,pensavo di dover pagare solo la seconda,invece la vigilessa mi ha reatizzato le multe,dicendo di pagare immediatamente la prima e la seconda in tre rate a distanza di tre mesi,totale 456 euro.oggi scade l'ultima rata,non ne ho pagata nessuna,ma finalemnte posso pagare la prima e la seconda,che devo fare?grazie
Citazione
 

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