Autovelox e tempi di notifica della multa per eccesso di velocità

Entro quanto tempo viene notificata una multa da autovelox?” Se vi state ponendo questa domanda, probabilmente vi sarà capitato di non rispettare i limiti imposti dalla segnaletica stradale e vi siete ritrovati a fare i conti con il controllo elettronico posto sul ciglio della strada. La risposta a questo quesito, tuttavia è semplice. Come tutte le multe per eccesso di velocità, va notificata (ovvero consegnata all’ufficio postale per la successiva spedizione) entro 90 giorni dal momento in cui è stata commessa l’infrazione. 

D’altro canto, non sempre è semplice capire se davvero si è ricevuta la temutissima multa. Purtroppo, non lo si può sapere in anticipo. Soltando quando ti sarà arrivata la notifica ufficiale, saprai di aver effettivamente superato il limite di velocità. Tuttavia, non sempre l’autovelox rileva tutte le infrazioni, poiché può succedere che siano stati disattivati o siano momentaneamente in manutenzione. 

Come per tutte le infrazioni rilevate mediante dispositivi elettronici, sarà inoltre opportuno verificare, quando la multa ci sarà stata recapitata a casa, che il comando di polizia non abbia dichiarato di aver accertato l’infrazione in un momento successivo rispetto a quando essa sarebbe stata commessa. Ci stiamo riferendo ad una prassi spesso utilizzata per differire il momento da cui il computo dei 90 giorni dovrebbe partire. Tuttavia si tratta di una prassi assolutamente illegittima, giacché consentirebbe al soggetto su cui grava l’onere di rispettare un termine perentorio, di poter stabilire a proprio piacimento il momento stesso in cui il termine verrebbe a scadere. Anche in questi casi sarà quindi possibile contestare la multa, ove si dovesse constatare che tra la data di rilevazione dell’infrazione e quella della notifica siano trascorsi più di 90 giorni, a nulla rilevando che l’agente di polizia dichiari di aver effettuato l’accertamento in un momento successivo rispetto alla data di rilevazione.

Le diverse tipologie di autovelox

In strada è possibile incontrare varie tipologie di autovelox. Innanzitutto bisogna far chiarezza sul significato del termine stesso. Seppur attualmente venga comunemente inteso come qualsiasi dispositivo omologato per la rilevazione degli eccessi di velocità, l’autovelox nel 1972, rappresentava la vasta gamma di prodotti realizzati dall’aziena Sodi Scientifica. Attualmente, invece, è entrato a far parte del vocabolario quotidiano come vero e proprio sostantivo. 

In realtà, i dispositivi preposti alla rilevazione della velocità, sono diversi e possono essere classificati in base alla modalità con cui attuano questi accertamenti:

  • dispositivi per l’accertamento della velocità instantanea o puntuale
  • dispositivi per l’accertamento della velocità media, i quali sono i più comuni e appartengono a questa categoria i tutor SiCve

Un’ulteriore distinzione va fatta tra quelli mobili e quelli fissi. Queste caratteristiche occorrono soprattutto per comprendere meglio la leggittimità delle modalità di accertamento in alcuni casi specifichi. Ad esempio, nei centri urbani le forze dell’ordine possono ricorrere agli autovelox mobili soltanto in presenza di agenti accertatori. Mentre, per quanto riguarda gli autovelox fissi, questi possono essere messi soltanto nelle strade urbane di scorrimento. 

I finti autovelox

Una categoria a parte, da tenere in considerazione, sono i finti autovelox, i quali destano varie domande da parte degli automobilisti. “Questi autovelox, possono fare le multe?” La risposta, anche in questo caso, è molto semplice: assolutamente no. Questa tipologia di dispositivo, è presente in molti punti. Sono cilindrici e arancioni. Al passaggio dell’auto emettono una luce blu. In realtà, non rilevano alcun eccesso di velocità, ma servono a dissuadere gli automobilisti, facendoli rallentare. Pertanto, sono importanti per garantire la sicurezza stradale senza secondi fini e senza il bisogno di agenti preposti al mantenimento di tali dispositivi.

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