Colpo di sonno alla guida: può essere una giustificazione?

Il colpo di sonno alla guida, ahimè, può capitare. 

Succede, a volte, di avvertire la stanchezza ma ormai si è cosi vicini al punto di arrivo che si decide comunque di proseguire la marcia. Ed è proprio li che si sbaglia!

Chi prova questa sensazione dovrebbe arrestare il veicolo immediatamente.

Secondo le stime, addirittura, circa 1/5 degli incidenti stradali sono causati da colpi di sonno.

Se il conducente è consapevole di aver dormito poche ore o aver assunto farmaci che provocano sonnolenza o essere particolarmente provato dalla stanchezza, è suo dovere o di non  mettersi affatto alla guida del mezzo o di fermarsi immediatamente e riposare il tempo  necessario per poter ripartire in sicurezza.

La scienza afferma che bastano solo 20 minuti per poter riprendere le forze. Non è cosi tanto tempo ma potrebbe salvare la nostra vita e quella degli altri!

La maggior parte di noi, però, non sa che il colpo di sonno non è considerabile quale causa di forza maggiore bensì come un evento prevedibile e di conseguenza evitabile.

L’art.141 del Codice della Strada stabilisce che “Il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l’arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile”.

Tale disposizione precisa che è onere del conducente mettersi alla guida soltanto quando è sicuro di trovarsi nella condizione psico-fisica idonea a movimentare il veicolo in sicurezza e di riuscire a mantenerne il controllo.

Dunque, per la legge, chi provoca un incidente come conseguenza di un colpo di sonno è responsabile?

Ovvio che si, è la risposta corretta!

Non solo lo stabilisce l’articolo 141 C.d.S.  ma lo conferma anche la Cassazione in una sentenza, nella quale essa ricorda quali sono le sanzioni da irrogare a chi guida in stato di sonnolenza.

Il colpo di sonno alla guida non giustifica il conducente, anzi, può incorrere in gravi sanzioni.

La sanzione amministrativa prevista dal codice della strada varia da un minimo di 41 € ad un massimo di 168 €.

Se la conseguenza del colpo di sonno è un’incidente stradale, il conducente può incorrere in problematiche molto più gravi.

Esso infatti rispondere del tipo di danno prodotto.

Questo cosa significa?

Prendiamo, come esempio, un conducente che non rispetta un semaforo rosso a causa di un colpo di sonno e che come conseguenza di questa violazione investe il pedone che sta correttamente attraversando la strada sulle strisce pedonali.

Le conseguenze possibili possono essere la lesione o addirittura la morte del pedone.

Ovvio è che la situazione del conducente in questi ultimi due casi si complica e non si parlerà più soltanto di sanzione amministrativa.

Per il reato di omicidio stradale, va ricordato, che il codice penale prevede una pena fino a 18 anni di reclusione.

Proprio trattando di questa questione, la Cassazione ( sent. N. 27410 del 2018), è intervenuta affermando che “qualora siano presenti elementi idonei a far ritenere che la perdita di controllo del veicolo sia stata determinata non da un malore ma da un altro fattore non imprevedibile (sonno, stanchezza), che avrebbe dovuto indurre il conducente a desistere dalla guida”  è legittimo supporre  il reato di omicidio stradale.

Ultima domanda che si ci può porre: ma se io sono affetto da un disturbo cronico del sonno?

In questo specifico caso, il Ministero dei Trasporti attraverso il decreto del 22/12/2015 ha disposto che:“la patente di guida non deve essere né rilasciata né rinnovata a candidati o conducenti affetti da disturbi del sonno causati da apnee ostruttive notturne che determinano una grave e incoercibile sonnolenza diurna, con accentuata riduzione delle capacità dell’attenzione non adeguatamente controllate con le cure prescritte”. 

Questo cosa significa? 

Che a priori, la commissione medica locale, qualora riscontri nel guidatore un qualsiasi disturbo del sonno tale da impedire sicurezza alla guida non deve rilasciare o rinnovare la patente.

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