Multe degli ausiliari del traffico non valide: quando conviene il ricorso

Avete ricevuto una multa da un ausiliare del traffico e ora state cercando la soluzione giusta per fare ricorso? Innanzitutto, è necessario capire se effettivamente può essere invalidata. Se non siete convinti totalmente, allora ecco quali sono le informazioni da tenere a mente per capire se la multa è valida e quando è possibile fare ricorso. Un ausiliare del traffico è una figura che è stata istituita nell’anno 1997 con la legge Bassanini con i commi 132 e 133 dell’art. 17 della Legge 127. Questa norma permette ai Comuni di affidare a due tipi di figure le funzioni di accertamento delle violazioni: i dipendenti comunali e delle società di gestione dei parcheggi in concessione, e gli ispettori delle aziende del trasporto pubblico. Hanno il potere di sanzionare infrazioni di sosta, di circolazione e di sosta nelle corsie riservate al trasporto pubblico.

Ma qual è il loro compito? Controllare che i veicoli non impediscano a un altro mezzo regolarmente in sosta di accedere e che non siano parcheggiati in seconda fila (fatta eccezione per i veicoli a due ruote) e“negli spazi riservati allo stazionamento e alla fermata degli autobus, dei filobus e dei veicoli circolanti su rotaia e, ove questi non siano delimitati, a una distanza dal segnale di fermata inferiore a 15 m, nonché negli spazi riservati allo stazionamento dei veicoli in servizio di piazza”.

Quali multe possono fare gli ausiliari del traffico?

Il loro compito è quello di controllare eventuali violazioni che riguardano la sosta di automobili e motocicli, ponendo maggiore attenzione alla sosta o al transito nelle corsie in cui circolano i mezzi pubblici. Inoltre, si occupano di quelle violazioni che non permettono agli utenti di godere della sosta in modo regolare. Pertanto, bisogna aspettarsi una multa anche da parte degli ausiliari del traffico se avete parcheggiato:

  • ostruendo l’accesso o l’uscita ad altri veicoli che hanno parcheggiato regolarmente;
  • in spazi riservati alla fermata dei mezzi di trasporto pubblico;
  • in doppia fila;
  • in divieto di sosta;
  • nelle strisce blu senza aver pagato il ticket oppure oltre la sua scadenza.

In alcuni casi le multe degli ausiliari del traffico potrebbero non essere valide. Quando? Possono essere considerate illegittime e, quindi, si può procedere con il ricorso se rientrano in determinati parametri. Scendendo nel dettaglio, questi sono i casi in cui le sanzioni se eseguite da un ausiliare del traffico non sono valide:

  • quando le infrazioni sono commesse fuori dalle strisce blu, sempre se non sia nelle immediate vicinanze e non ostacoli l’accesso o l’uscita dall’area del parcheggio;
  • quando si parcheggia illegittimamente sulle strisce gialle;
  • quando si parcheggia sui marciapiedi;
  • quando si parcheggia davanti a un passo carrabile.

Nonostante questo, è importante sapere che se l’auto in questione ostacola il parcheggio, la manovra o la circolazione nelle corsie riservate al trasporto pubblico la multa è valida. Un altro aspetto da conoscere riguarda la figura degli ispettori delle aziende del trasporto pubblico: solo questi ausiliari del traffico possono lavorare nel campo della circolazione e della sosta nelle aree riservate al trasporto pubblico. Quindi un dipendente comunale o di società parcheggi non può eseguire tale sanzione.

Conviene fare ricorso contro le multe degli ausiliari del traffico?

Arrivando al punto centrale della questione, se attraverso queste informazioni avete avuto la certezza che la sanzione non è valida, allora è possibile chiederne l’annullamento. In particolare, potete procedere quando vicino all’area di sosta a pagamento non sono presenti aree gratuite o con disco orario. Bisogna, però, valutare bene qual è la mossa giusta da fare in questi casi. Infatti, è bene chiedersi:conviene di più pagare oramai la multa o contestarla? Consideriamo che nel secondo caso, presso un Giudice di Pace, bisogna sborsare una cifra che parte dai 43 euro. Se la sanzione è inferiore, fate bene i conti in tasca. Se poi è una questione di giustizia, allora non fate caso ai costi e procedete per far valere le vostre ragioni.

Ci si può rivolgere anche al Prefetto, ma questo solo per contestare in modo formale se vi sono errori di trascrizione oppure se il verbale è stato notificato dopo 90 giorni. In questo caso, bisogna presentare la domanda in carta semplice allegando tutti i documenti e il verbale che confermano la vostra tesi, da consegnare a mano o con raccomandata A/R (entro 60 giorni da quando si riceve il verbale). Se, però, il ricorso dovesse essere respinto allora verrà emessa una ingiunzione di pagamento che può corrispondere al doppio della multa o anche di più.

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