Se il giallo dura meno di 4 secondi la multa è nulla (…forse!)

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Le multe per passaggio con semaforo rosso sono tra le più insidiose, anche perché l’automobilista (almeno il più delle volte) neanche si rende minimamente conto di aver commesso l’infrazione. Come è possibile che si attraversi un incrocio con semaforo rosso senza rendersene conto? Anche qui entra in gioco la furbizia delle amministrazioni comunali, alla continua ricerca di stratagemmi per spillare quattrini dalle tasche degli automobilisti. La furbizia consiste questa volta nell’impostare la durata del giallo in modo tale che duri pochissimi secondi, così che la lanterna semaforica passi in rapidissima successione dal verde al rosso, senza che l’automobilista abbia il tempo di arrestare tempestivamente il proprio veicolo e, spesso, neanche di avvedersi del cambiamento cromatico.
La situazione è questa: mi approssimo all’incrocio, con la coda dell’occhio vedo che la luce è verde e, proprio mentre mi accingo a superare la linea di arresto, nel giro di pochi istanti, la lanterna è già rossa…e io ho commesso l’infrazione. Al resto ci penserà ovviamente il photored montato sul semaforo: il tempo di un click ed è pronto il fotogramma che immortala il veicolo oltre la linea di arresto con la luce rossa del semaforo ad illuminare l’incrocio.Ogni contravvenzione elevata porta nelle tasche del comune ben 160 euro circa (oltre ai 6 punti che saranno decurtati dalla vostra patente) e se qualche multa viene annullata, il resto è tutto grasso che cola e va ad ingrassare i bilanci comunali. Ma la legge vieterà una tale ingiustizia? No, purtroppo no. Il Codice della Strada, infatti, non fornisce alcuna indicazione circa la durata minima della luce gialla e, proprio su questa grave lacuna, si fonda lo stratagemma ideato dalle amministrazioni comunali.

La novità di oggi è della questione si è ultimamente interessato il Ministero dell’Economia e delle Finanze, in persona del sottosegretario Enrico Zanetti, il quale, in risposta ad una interrogazione parlamentare, ha espresso parere secondo cui nei centri abitati il giallo non debba avere durata inferiore ai quattro secondi e nelle aree extraurbane il limite minimo non debba essere inferiore ai cinque secondi. Allo stesso tempo, il sottosegretario non ha escluso che “specialisti della regolazione semaforica” possano stabilire tempi differenti, in relazione a particolari situazioni e condizioni.

Insomma, se da un lato fa piacere che qualcuno per lo meno si interessi del problema e cerchi di fissare delle regole (e dei tempi) da rispettare, è ovvio che il semplice parere del sottosegretario non può sostituirsi al Codice della Strada; d’altro canto, lo stesso sottosegretario con la sua dichiarazione non sfugge alla tentazione di lasciare che la materia resti abbandonata alla sua vaghezza, lì dove fa riferimento a condizioni particolari che possano legittimare l’adozione di tempi diversi. Il bicchiere resta mezzo vuoto…ma almeno, verrebbe da dire, qualcuno si è accorto che c’è un bicchiere, ovvero un’importante lacuna del Codice della Strada da colmare con qualche secondo di certezza.

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