Sesso in auto, non è più reato ma la multa costa cara

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San Valentino è alle porte e ne approfittiamo per parlare di multe e d’amore (anche se in chiave molto poco romantica!). La notizia potrà interessare le coppiette più giovani che non hanno come rimediare luoghi più comodi per godersi un po’ di intimità, chi sia alla ricerca di luoghi più clandestini delle mura domestiche o non riesca a contenere altrimenti i propri raptus di passione: insomma, chiunque per gusto o necessità, occasionalmente o abitualmente, si trovi a praticare sesso in auto.
Come noto, per alleggerire il carico degli uffici giudiziari, una delle ultime riforme varate dal governo ha previsto la depenalizzazione di numerosi reati, che da tali sono stati degradati a semplici fattispecie contravvenzionali.
I reati depenalizzati sono tanti e tra questi compaiono gli atti osceni.Il tema ci riguarda paradossalmente poiché, spesso, gli atti osceni vengono commessi all’interno delle proprie autovetture e (come se si trattasse di un eccesso di velocità o un divieto di sosta) ad essi sussegue un multa, contro cui sarà possibile sollevare opposizione.

Depenalizzazione non significa farla franca o cavarsela con poco. Tutt’altro. Gli atti osceni, infatti, anche se compiuti all’interno dell’autovettura, saranno infatti punibili con sanzioni da 5.000,00 a 30.000,00 euro.

Si discuteva in passato se un rapporto consumato tra le quattro pareti di lamiera dell’autovettura potesse effettivamente integrare gli estremi degli atti osceni, ma sul punto la Cassazione ha ormai raggiunto unanime indirizzo positivo (Cass. n. 30242/11, 6302/1998 e 7786/1996).

Quindi appartarsi in auto senza avere la cautela di prendere gli accorgimenti opportuni per passare inosservati lascerà la fedina penale pulita ma comporterà l’applicazione di una sanzione pecuniaria.

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