Quando una multa cade in prescrizione

Nell’attesa di pagare (o non pagare) la sanzione pecuniaria in cui si è incappati per una violazione del codice della strada, è lecito chiedersi se la validità di una multa anch’essa abbia una scadenza. Si tratta però, benché legittima, di una domanda impropria da un punto di vista legale. Una multa tecnicamente non scade. Quello che ha una scadenza è l’arco di tempo entro il quale l’autorità competente ha licenza di esercitare il diritto alla riscossione nei confronti del trasgressore. È questo diritto che può estinguersi e la multa di fatto cadere in prescrizione.

Prescrizione multa: i termini entro i quali si può ricevere una multa

Il termine entro il quale il verbale relativo all’infrazione deve essere notificato al trasgressore, in tutti i casi in cui la contravvenzione non viene contestata immediatamente, è di 90 giorni dalla data dell’accertamento. Tuttavia, il termine finale a cui fare riferimento non coincide con la data del ricevimento della raccomandata o dell’avviso di giacenza da parte del destinatario, ma con quella, antecedente, in cui la stessa è stata redatta e inviata dall’organo accertatore della contravvenzione (e poi presa in carico dal servizio di recapito). In ogni caso tale data è rintracciabile attraverso strumenti che Poste Italiane o gli altri servizi di poste private mettono a disposizione del cliente.  

Prescrizione multa: i termini entro i quali può essere notifica una cartella di pagamento

Se si è deciso di non pagare la multa, a partire dal sessantunesimo giorno dal ricevimento del verbale o dalla contestazione ricevuta sul posto in presenza, il Comune può iscrivere a ruolo il proprio credito ed incaricare un Agente per la Riscossione – attualmente Agenzia Entrate Riscossione – di recuperare le somme dovute. Questa cartella esattoriale va però comunque in ogni caso notificata entro 2 anni da quando il ruolo è stato dichiarato esecutivo (data verificabile sulla cartella stessa). Se non si realizza questa condizione si verifica la cosiddetta decadenza e la cartella, se ugualmente ricevuta dal destinatario, può essere impugnata.

Prescrizione multa: i termini per la prescrizione di una multa 

Il termine previsto entro il quale una multa per violazione del Codice della Strada cade in prescrizione è invece di 5 anni. Si tratta di un intervallo di tempo trascorso il quale l’autorità preposta alla riscossione perde la facoltà ad esercitare tale diritto. I termini decorrono dalla data di spedizione del verbale (nota bene: non del ricevimento da parte del trasgressore) o della firma sul verbale stesso nel caso di contestazione immediata sul posto, in presenza.

Prescrizione multa: i termini per la prescrizione di una cartella di pagamento

Bisogna innanzitutto ricordare che il ricevimento di una cartella esattoriale per la riscossione delle somme dovute inerenti ad un multa per infrazione del Codice della Strada, interviene ad interrompere il decorso della prescrizione, che si sta eventualmente computando a partire dalla data di contestazione immediata dell’infrazione o dalla spedizione del verbale tramite raccomandata. Dal giorno del ricevimento della cartella esattoriale inizia un nuovo conteggio che fa riferimento ad un termine per la prescrizione che è anch’esso di 5 anni. Se trascorsi 5 anni dal ricevimento della cartella, l’automobilista trasgressore non ha ricevuto alcuna altra comunicazione da parte dall’Agente per la Riscossione (ulteriore intimazione di pagamento, preavviso di fermo amministrativo o di pignoramento) la cartella non pagata cade in prescrizione.

Prescrizione multa: come far annullare una multa caduta in prescrizione

Attenzione. Chi riceve un’intimazione di pagamento per una multa stradale non pagata ma caduta in prescrizione, deve rivolgersi al Giudice di Pace entro 30 giorni per chiederne l’annullamento. Diversamente l’atto, per quanto illegittimo, diventa definitivo e va pagato.

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