Napoli, ricorso contro le multe per la ztl di Piazza Dante e Via Roma

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Messi da parte gli slogan da campagna elettorale e le tante belle premesse, dal 25 ottobre 2011, la giunta De Magistris ha adeguato Napoli agli standard già diffusi in tutte le principali città italiane, imponendo limitazioni alla viabilità in tutto il centro urbano, così da congestionare maggiormente il traffico nelle vie limitrofe (le uniche rimaste transitabili) e ingrassare le casse del comune con le sanzioni pagate dagli ignari cittadini caduti nella trappola e fotografati dall’occhio delle telecamere.

Piazza Dante, Via Pessina e Via Roma

Le zone e a traffico limitato e le corsie riservate di nuova istituzione si aggiungono a quelle già preseti in Via Mezzocannone e Calata Trinità Maggiore, insinuandosi nel complesso tessuto urbano fino a creare un vero labirinto di vie tra le quali è oggettivamente difficile poter distinguere quelle transitabili e quelle vietate. Le zone maggiormente colpite, quelle presso cui sono rilevate il maggior numero di infrazioni riguardano Via Pessina, Piazza Dante e Via Roma.

A rendere una trappola la ztl di Piazza Dante e Via Duomo ha contribuito la disinformazione e la solita segnaletica di divieto, che pare meno decifrabile di un geroglifico. Così non si comprende se le corsie siano vietate h24, se siano precluse al traffico anche dei mezzi a due ruote e soprattutto non si comprende quale immenso tour cittadino debba compiere l’automobilista per attraversare la città senza cadere nella ragnatela della ztl. Dati non ufficiali dicono che il Comune di Napoli stia elevando sanzioni per circa 80 mila euro al giorno. Una testimonianza di queste cifre ci proviene dalle numerose segnalazioni che riceviamo: secondo le statistiche che abbiamo elaborato negli ultimi giorni, provengono infatti dalla ztl di Napoli circa 50 verbali a settimana di quelli che vengono sottoposti allo studio dei nostri uffici legali. Sono cifre vertiginose, che bastano a confermare la buona fede dei trasgressori, animati certamente non dal volontario intento di commettere l’infrazione, ma indotti in inganno da un sistema congeniato specificamente per far cassa.

Le rilevazioni seriali sulla ztl

La situazione è aggravata dall’ipotesi non rara in cui entrando per semplice errore nella ztl ci si trovi ad attraversare più varchi di rilevazione (magari semplicemente per poter uscire dalla zona di divieto). Sul punto si è espressa già in passato la Corte Costituzionale statuendo il principio in virtù del quale, se le molteplici rilevazioni riguardano una medesima programmazione unitaria, l’infrazione dovrà considerarsi commessa un’unica volta: conseguentemente sono quindi da considerare nulli tutti i verbali relativi a rilevazioni seriali della medesima infrazione. L’amministrazione comunale sta, tuttavia, dimostrando di ignorare questo indirizzo, inviando indiscriminatamente verbali per ciascuna rilevazione seriale effettuata. Le conseguenze sono catastrofiche e paradossali: nel caso più grave da noi fino ad ora esaminato le rilevazioni seriali effettuate sono state ben 18, accertate in un intervallo di tempo di appena 40 minuti.

Traendo spunto dall’esperienza già maturata in passato, anche per i verbali relativi alla ztl di Napoli e alle corsie riservate di Via Duomo e Via Pessina, abbiamo individuato i motivi di illegittimità che, per ciascun singolo caso, riteniamo possano consentire di ottenere l’annullamento della sanzione.

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