6 falsi miti in materia di multe e ricorsi

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Chiunque abbia preso una multa e abbia letto mezzo articoletto da qualche parte si sente in diritto, generalmente, di dispensare i propri preziosi insegnamenti al malcapitato di turno. Così nascono e diffusamente si alimentano tantissime leggende metropolitane in materia di multe e ricorsi. Leggende metropolitane che approdate su internet sembrano assurgere a verità inconfutabili.
Contro questi falsi miti ci scontriamo quotidianamente, quando, rispondendo a mail e telefonate, ci rendiamo conto che il nostro interlocutore ha una serie di convinzioni assolutamente infondate. Scardinarle non è semplice. Abbiamo, per questo, individuato “6 falsi miti in materia di multe e ricorsi”.

1) Mi basta un modulo

Google ci dice che larghissima fetta dei visitatori di ricorsi.net raggiunge il nostro sito dopo aver inserito come chiave di ricerca parole tipo “modulo ricorso”, “modello ricorso”, “ricorso fac simile”, ecc. Credete che per fare ricorso vi basti un modulo precompilato??! Eccovi serviti, lo trovate a questo indirizzo.
Il punto è: cosa ci scriverete dentro?
Il ricorso contro una multa è un atto giuridico vero e proprio, va articolato in motivazioni e ciascuna di esse deve trovare necessariamente riscontro nelle norme e nella giurisprudenza di riferimento. Il ricorso non è destinato a raccogliere le vostre più accorate suppliche al Prefetto o al Giudice di Pace affinché questi con clemenza e misericordia voglia sgravarvi dal peso della multa da pagare. Né tanto meno il ricorso è la sede appropriata per raccontare delle disavventure che vi hanno portato a commettere quell’infrazione (celebre è qui da noi la telefonata di un utente che insisteva affinché scrivessimo nel suo ricorso che aveva infranto i limiti di velocità per l’urgente necessità di andare al bagno!).
Nel caso in cui siate più fortunati potreste trovare un modello di ricorso più appropriato al vostro caso, già corredato di motivazioni, in cui siano in bella mostra citate leggi e sentenze apparentemente tagliate su misura per il vostro caso. Magari è il ricorso già utilizzato con successo da un vostro conoscente oppure è quello “vincente”, appena scaricato dal vostro sito internet preferito. Siamo seri: se esistesse un “ricorso vincente universale” tutti useremmo quello e su internet si diffonderebbe più rapidamente del calendario di Belen. Il ricorso non è un’accozzaglia di formulette che messe insieme avverano la magia di annullare la vostra multa. Il ricorso deve essere costituito da un insieme organico di motivazioni che vanno individuate in coerenza con la strategia processuale che si intenderà adottare.

Un esempio potrà forse confondervi le idee, ma questa stessa confusione vi lascerà intuire quanto più complesso sia l’argomento: poniamo il caso di un verbale piuttosto lacunoso, carente di alcune specifiche indicazioni, seppure non strettamente indispensabili; poniamo, inoltre, il caso che questo stesso verbale provenga da un comando di polizia municipale notoriamente poco efficiente nell’offrire puntualizzazioni. Anziché utilizzare il “ricorso vincente universale” scaricato da internet, l’avvocato esperto in materia saprà in casi del genere valutare l’opportunità di adottare una strategia ostruzionistica e insistere affinché l’amministrazioni offra riscontri concreti circa la legittimità dell’accertamento effettuato, puntando sulla possibilità che il Comune non vi ottemperi lasciando aperto ogni spazio a successive contestazioni circa la correttezza dell’iter procedimentale seguito.
Vi pare complicato? Sappiate che lo è ancor di più e che questo è solo un assaggio.

Annullare una multa richiede competenze specifiche. È un po’ come curare un’appendicite: semplicissimo per un esperto della materia, ma non per questo alla portata di tutti con rimedi di fortuna.
Quindi, a meno che non siate convintissimi di voler dedicare ore ed ore per studiare a approfondire la materia, affidatevi ad un esperto, lasciando perdere modelli precompilati e la vostra vocazione al “fai da te”.

2) Il prefetto è cattivo, il giudice di pace è buono

Nelle nostre linee guida è specificato che salvo diverso avviso dell’utente, i ricorsi che redigiamo sono rivolti alla prefettura. Seguiamo questa via per tante buone ragioni: il ricorso al prefetto non comporta alcuna spesa; non priva il ricorrente dell’opportunità di poter successivamente presentare ricorso anche innanzi al giudice di pace; non richiede la partecipazione del ricorrente ad alcuna udienza; segue un iter assolutamente semplice; può portare all’annullamento della multa anche per ragioni indipendenti dal merito della questione (ad esempio perché l’ordinanza prefettizia potrebbe essere notificata oltre i termini disposti dalla legge). Tuttavia, quando esponiamo tutte queste belle motivazioni spesso riscontriamo la diffidenza dell’interlocutore.

Sarà forse perché il nome attribuito alla carica ispira una maggiore simpatia, ma molti sono generalmente convinti che il “giudice di pace” sia messo lì apposta per passarsi una mano sulla coscienza e annullare le multe. Lo hanno chiamato “giudice di pace” non si sa esattamente per quale motivo, ma la pace col diritto ha davvero poco a che fare, ed è proprio al diritto che, il giudice di pace quanto il prefetto, dovranno sempre dare esatta applicazione. Entrambi gli organi giudicanti sono chiamati ad esprimersi nel merito analizzando le valutazioni offerte dal ricorrente, e decideranno alla luce di quella che riterranno essere la più corretta interpretazione della giurisprudenza e della normativa vigente in materia. Quindi, presentare ricorso al prefetto è una opportunità in più e, se si hanno validi motivi per fare ricorso, non ha senso rinunciarvi. Viceversa, se i motivi a propria disposizione non paiono così validi, non ha senso neanche provarci né innanzi al prefetto, né innanzi al giudice di pace.

3) L’avvocato costa più della multa

L’avvocato non è uno stupido (almeno non generalmente) e sa bene che se avete intenzione di fare ricorso contro la multa è per risparmiare qualche soldo e non per fargli beneficenza. Da qualche anno le tariffe degli avvocati sono state abolite e questo significa che il professionista potrà liberamente proporvi i suoi servizi ai costi che riterrà più congrui. Per questo non rinunciate all’idea di rivolgervi al vostro avvocato di fiducia, dando per scontato che il suo intervento vi costerebbe più della multa stessa.

Chiedete, se possibile, una valutazione preliminare gratuita nel corso della quale vi farete preventivare ogni eventuale costo ed onorario a lui dovuto. Qualora la proposta vi paia poco conveniente sarete liberi di rifiutarla, ma non trascurate che una sanzione, seppure modesta, potrà ugualmente offrire a voi margini di risparmio e all’avvocato margini di guadagno. Se così non fosse anche ricorsi.net non avrebbe ragione di esistere!

4) Io di certo non son stato…

Tante volte chi vuole fare ricorso insiste nel voler sostenere che la multa è nulla perché lui quell’infrazione proprio non l’ha commessa. Avrà pure le sue buone ragioni, ma incentrare un ricorso sulla negazione della veridicità delle affermazioni contenute nel verbale porterà ad un esito certo: il rigetto.

È la tua parola contro quella dell’agente accertatore, ma tra l’una e l’altra l’organo giudicante non avrà alcuna possibilità di scelta, perché le attestazioni del pubblico ufficiale godono di fede privilegiata (fino a querela di falso). A queste prime spiegazioni, spesso ci viene risposto “ma io posso dimostrarlo che a quell’ora quel giorno ero al lavoro (o in qualsiasi altro diverso posto)”. Urge allora una precisazione: la multa non ti viene inviata in quanto presunto trasgressore, ma in quanto proprietario del veicolo. Dove fossi al momento dell’infrazione, non ha alcuna rilevanza, perché, anche qualora ti trovassi altrove, ciò non impedirebbe che altri fossero contemporaneamente alla guida del tuo veicolo attraversando contro mano una corsia riservata oltre i limiti di velocità, parlando al cellulare senza cintura di sicurezza.

5) la multa è valida perché c’è la foto

Ecco un’altra frase che spesso ci sentiamo ripetere: “ma come faccio a dire che la multa è nulla se poi sul sito della polizia municipale c’è la foto?Svegliaaa!! Il sito della polizia municipale non è facebook, non si basa tutto sulle foto (anzi sulle foto non si basa proprio un bel nulla). Potranno eventualmente esserci mille altre motivi per cui la multa sarà contestabile, a prescindere dalla foto. A meno che non vogliate incorniciarla e appendervela in camera, non perdete neanche tempo a richiederla, perché è scontato che vi ritragga nell’atto di commettere l’infrazione.

Foto o non foto, nel dritto la forma è sostanza è può bastare una qualsiasi irregolarità ad inficiare la legittimità del verbale, a prescindere che concretamente l’infrazione sia stata commessa oppure no. La circostanza che ci sia una foto significa ovviamente che la rilevazione è stata effettuata mediante l’ausilio di un dispositivo elettronico. A maggior ragione, in casi del genere, ci saranno mille eccezioni da sollevare, in merito, ad esempio, al corretto impiego dell’apparecchiatura, al rispetto delle modalità d’uso prescritte dal relativo decreto di omologazione, alle verifiche di funzionamento, ecc.

6) Ho trovato una sentenza

A tutti quelli che esordiscono dicendoci “ho trovato una sentenza che dice che…andrebbe levato l’accesso ad internet per un anno almeno.
È dai tempi degli antichi romani che si emettono sentenze
: smettetela di prendere per buono tutto quello che internet vi da in pasto. Troverete sentenze che dicono tutto ed il contrario di tutto.

Fare ricorso non è una caccia al tesoro su internet. Punto primo: le sentenze non hanno forza di legge ed il precedente giurisprudenziale non è vincolante. Tradotto in termini semplici: averne trovata una a vostro favore non significa avere la vittoria in pugno, perché ciascun giudice sarà comunque sempre libero di decidere secondo il proprio personale convincimento. Punto secondo: premesso quanto detto fino ad ora, non fondate la vostra tesi su una singola sentenza, ma piuttosto su un costante e consolidato orientamento giurisprudenziale (sempre che esista e lo troviate!).

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