Il ricorso contro le multe per eccesso di velocità

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Analizziamo i verbali per eccesso di velocità e scopriamo quali vizi in essi è possibile riscontrare.
Motivi di opponibilità possono derivare da particolari autovelox utilizzati e, per questo, rimandiamo a due specifiche guide i casi in cui le infrazioni sono rilevate con telelaser o tutor (sicve).
Se hai ricevuto un verbale per eccesso di velocità, inviacene copia per una valutazione gratuita e non vincolante ad info@ricorsi.net.

La multa per eccesso di velocità

L’art. 142 del Codice della Strada disciplina i limiti di velocità da rispettare, ai fini della sicurezza della circolazione e della tutela della vita umana. I limiti previsti sono i seguenti:
  • 130 km/h per le autostrade (limite che può innalzarsi fino a 150 km/h sulle autostrade a tre corsie oltre la corsia di emergenza per ogni senso di marcia, dotate di apparecchiature debitamente omologate per il calcolo della velocità media di percorrenza su tratti determinati, previa installazione degli appositi segnali, sempreché lo consentano l’intensità del traffico, le condizioni atmosferiche prevalenti ed i dati di incidentalità dell’ultimo quinquennio);
  • 110 km/h per le strade extraurbane principali;
  • 90 km/h per le strade extraurbane secondarie e per le strade extraurbane locali;
  • 50 km/h per le strade nei centri abitati, con la possibilità di elevare tale limite fino ad un massimo di 70 km/h per le strade urbane le cui caratteristiche costruttive e funzionali lo consentano, previa installazione degli appositi segnali.
In caso di precipitazioni atmosferiche di qualsiasi natura, la velocità massima non può superare i 110 km/h per le autostrade ed i 90 km/h per le strade extraurbane principali.
Entro i suddetti limiti, gli enti proprietari della strada possono ovviamente fissare, provvedendo anche alla relativa segnalazione, limiti di velocità differenti su tratti determinati di strada, in base alle specifiche concrete condizioni di percorrenza.
Valgono, inoltre, degli specifici limiti di velocità, relativi a determinate categorie di veicoli. In particolare, esaminando solo alcune delle categorie contemplate dalla disciplina:
  • i ciclomotori non possono eccedere il limite di 45 km/h;
  • gli autoveicoli o motoveicoli utilizzati per il trasporto delle merci pericolose, quando viaggiano carichi, non possono eccedere il limite 50 km/h fuori dei centri abitati e 30 km/h nei centri abitati;
  • le macchine agricole e macchine operatrici devono attenersi al limite di 40 km/h se montati su pneumatici o su altri sistemi equipollenti; 15 km/h in tutti gli altri casi;
  • i quadri cicli non possono eccedere il limite di 80 km/h fuori dei centri abitati;
  • gli autoveicoli destinati al trasporto di cose o ad altri usi, di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t e fino a 12 t: devono attenersi al limite di 80 km/h fuori dei centri abitati e 100 km/h sulle autostrade;
  • gli autoveicoli destinati al trasporto di cose o ad altri usi, di massa complessiva a pieno carico superiore a 12 t devono attenersi al limite di 70 km/h fuori dei centri abitati e 80 km/h sulle autostrade.

Le sanzioni

Fatta eccezione per le infrazioni commesse da veicoli appartenenti a categorie speciali, le sanzioni conseguenti la violazione dei limiti di velocità variano in base all’entità della violazione. L’art. 142 del Codice della Strada prevede quattro diversi scaglioni, attribuendo per ciascuno di essi una diversa sanzione in base alla misura del limite violato. I quattro scaglioni corrispondono ai commi 7, 8, 9 e 9bis dell’ art. 142 del Codice della Strada, che testualmente prevedono:
  • Comma 7: Chiunque non osserva i limiti minimi di velocità, ovvero supera i limiti massimi di velocità di non oltre 10 km/h, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 38 a euro 155.
  • Comma 8: Chiunque supera di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 155 a euro 624.
  • Comma 9: Chiunque supera di oltre 40 km/h ma di non oltre 60 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500 a euro 2.000. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi.
  • Comma 9-bis: Chiunque supera di oltre 60 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 779 a euro 3.119. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei a dodici mesi, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.

Gli autovelox

È appena il caso di soffermarci su una breve precisazione terminologica: sebbene il termine “autovelox” sia comunemente ed indifferentemente utilizzato per indicare qualsiasi dispositivo omologato per la rilevazione degli eccessi di velocità, in realtà, la parola “autovelox” nasce, come marchio registrato, nel lontano 1972, dalla società Sodi Scientifica, per dar nome ad una propria categoria di prodotti (rivolti appunto alla misurazione delle velocità). La larga diffusione di questi dispositivi ha fatto sì che il nome commerciale si affermasse come sostantivo entrando così a far parte impropriamente del vocabolario comune. Ciò premesso, anche in questa sede si utilizzerà il termine autovelox promiscuamente nella sua più diffusa accezione, senza specifico riferimento al marchio originariamente registrato dalla Sodi Scientifica.

Gli strumenti utilizzabili per la determinazione dell’osservanza dei limiti di velocità si possono distinguere, quanto a modalità di accertamento in:

  • dispositivi per l’accertamento della velocità istantanea o puntuale;
  • dispositivi per l’accertamento della velocità media.
Tutti gli strumenti utilizzati per misurare la velocità dei veicoli devono essere omologati con decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ciascun decreto di omologazione prevede l’obbligo a carico della pubblica amministrazione di effettuare controlli periodici sui dispositivi al fine di verificarne il corretto funzionamento, secondo quanto dichiarato dai costruttori nel libretto-manuale d’uso e con cadenza almeno annuale.
Alla velocità riscontrata dal dispositivo l’apparecchio di misurazione deve essere applicata una riduzione a favore del trasgressore pari al 5% del valore rilevato, con un minimo di 5 km/h, per ovviare a possibili lievi e fisiologici errori di rilevazione.
Due specifiche guide abbiamo dedicato al caso in cui le infrazioni siano rilevate mediante telelaser o tutor (sicve).

L’omologazione degli autovelox

Lo dicevamo nel paragrafo precedente: gli autovelox devono essere omologati. A stabilire questo principio è, in particolare, l’art. 142, comma VI del Codice della Strada, che fa espresso e preciso riferimento al decreto di omologazione. Molti Comandi di Polizia Municipale, tuttavia, dichiarano di utilizzare non autovelox omologati, ma approvati con decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
C’è differenza, quindi, tra omologazione e approvazione?
Quello della differenza tra approvazione è omologazione è un punto che in passato è stato abbastanza dibattuto. C’era chi sosteneva che tra i due termini non vi fosse alcuna differenza e che, quindi, indifferentemente il legislatore in modo generico talvolta utilizzasse il termine omologazione e altre volte invece utilizzasse il termine approvazione. E c’era invece chi, come noi, ha sempre sostenuto che i due termini non potevano essere utilizzati in modo promiscuo perché si riferivano a due istituti (l’approvazione e l’omologazione) tra loro assolutamente differenti. Col tempo la giurisprudenza ci ha dato ragione, per cui oggi possiamo sostenere con certezza che un autovelox approvato non equivale, non è, un autovelox omologato.
Per approfondire l’argomento, consigliamo la lettura di questo articolo.

Gli autovelox fissi sulle strade urbane

È principio ormai pacifico che nei centri urbani le forze dell’ordine possano utilizzare gli autovelox mobili alla presenza degli agenti accertatori. Gli autovelox fissi possono, invece, essere utilizzati solo (previo decreto prefettizio) lungo le strade urbane di scorrimento.
Ma quali sono esattamente e come si identificano le strade di scorrimento? A questa domanda ha dato recentemente risposta la Corte di Cassazione, con una sentenza che potrebbe aprire la porta a numerosi ricorsi. Ne parliamo in quest’articolo, che ti consigliamo di leggere.

La taratura degli autovelox

Per lungo tempo si è discusso se anche per gli autovelox (come per tutti gli altri strumenti di misurazione) fosse necessaria e obbligatoria la taratura. Perfino la Corte di Cassazione con numerose successive pronunce è tornata più volte a contraddirsi e a ribaltare il proprio orientamento, lasciando ai giudici di merito l’arduo compito di decidere secondo la propria libera interpretazione (e secondo l’umore del mattino!).
Questo lungo periodo di incertezza è terminato con la sentenza della Corte Costituzionale n. 113 del 18 giugno 2015. Con questa storica pronuncia finalmente si è sancito il principio: gli autovelox devono essere obbligatoriamente sottoposti a taratura e a verifiche di funzionamento periodiche.
Oggetto della censura della Corte Costituzionale è stato l’art. 45 del Codice della Strada. I Giudici della Corte Costituzionale hanno ritenuto irragionevole che i dispositivi possano effettuare misurazioni di eventi irripetibili, dovendo presumere, senza alcuna possibilità di smentita, che l’accertamento sia sempre e comunque ritenuto corretto solo in virtù della conformità al modello omologato. Viceversa, è sempre opportuno tener conto della fisiologica obsolescenza delle apparecchiature elettroniche, specie in quanto esposte a ad agenti atmosferici e ad eventi che possono variabilmente procurarne un rapido ed imprevedibile deterioramento. Possiamo, quindi, affermare che è sempre necessario che il verbale riporti gli estremi della taratura e delle verifiche di funzionamento effettuate e che, anche in sede di opposizione, l’ente impositore, adempiendo al proprio onere probatorio (circa la legittimità dell’accertamento effettuato), esibisca i relativi certificati.
Ma con quale frequenza sarà necessario tarare gli autovelox e sottoporli a verifica di funzionamento? A questo domanda risponde un recente decreto emesso dal Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti, che prevede tassativamente il termine di un anno.

La gestione degli autovelox

Gli autovelox devono essere nella completa disponibilità degli Uffici o Comandi da cui dipendono gli organi accertatori e, conseguentemente le attività di accertamento delle violazioni, costituendo servizio di polizia stradale, non possono in alcun modo essere delegate a terzi, pena la nullità degli accertamenti. Ciò non esclude, tuttavia, che le apparecchiature possano non essere di proprietà dell’organo accertatore che le utilizza, ma bensì prese in locazione, comodato o leasing.

Per soddisfare la predetta esigenza, l’intervento degli organi di polizia stradale deve concretizzarsi:
  • per le postazioni mobili, nell’installazione, nella verifica di funzionalità e nel costante controllo del corretto funzionamento dell’apparecchio;
  • per le postazioni fisse, nella verifica della funzionalità del sistema di controllo e nella sua attivazione o disattivazione, anche a distanza.
Possono, invece, essere affidate a terzi o svolte sotto il diretto controllo degli organi di polizia stradale le attività puramente manuali e complementari quali, a titolo esemplificativo, la rimozione e sostituzione dei rullini, lo sviluppo degli stessi e la stampa dei fotogrammi, la masterizzazione dei dati relativi, ovvero la predisposizione degli stampati per le procedure di notifica.
Durante le operazioni di rilevamento, gli organi di polizia possono avvalersi di tecnici specializzati purché a questi ultimi non siano affidati compiti di accertamento e controllo, di specifica competenza degli operatori di polizia stradale.
Per quanto riguarda, invece, la fase dello sviluppo delle fotografie scattate dall’autovelox, è necessario che un operatore di polizia presenzi alle operazioni demandate ad un laboratorio privato al fine di garantire la legittimità dell’operazione e l’obbligo di gestione diretta.

Le foto dell’autovelox

Per garantire le esigenze di riservatezza, le fotografie o le immagini che costituiscono fonte di prova per gli illeciti accertati non devono mai essere inviate al domicilio dell’intestatario del veicolo unitamente al verbale di contestazione.

Tuttavia, poiché l’intestatario del veicolo ha un legittimo interesse a conoscere l’effettivo autore della violazione e, pertanto, ad ottenere dalla competente autorità ogni elemento utile al riguardo, la visione della documentazione fotografica o del video deve essere resa disponibile a richiesta del destinatario del verbale, nel rispetto delle norme sull’accesso ai dati personali trattati.
Al momento dell’accesso, pertanto, dovranno essere opportunamente oscurati o resi comunque non riconoscibili i passeggeri presenti a bordo del veicolo controllato.

I segnali di preavviso dell’autovelox

A seguito delle modifiche approvate con il decreto legge 117/2007 (così detto Decreto Bianchi), convertito in legge con la Legge 160/2007, l’art. 142, comma VI bis, del Codice della Strada prevede espressamente che:
«Le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all’impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi, conformemente alle norme stabilite nel regolamento di esecuzione del presente codice. Le modalità di impiego sono stabilite con decreto del Ministro dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’interno».
Il Decreto del Ministro dei Trasporti e degli Interni, datato 15 agosto 2007 (G.U. n.195 del 23.08.2007), ha raccolto l’invito del legislatore, a legiferare, disponendo che le postazioni di controllo per il rilevamento della velocità sulla rete stradale possano essere segnalate:

«a) con segnali stradali di indicazione, temporanei o permanenti; b) con segnali stradali luminosi a messaggio variabile; c) con dispositivi di segnalazione luminosi installati su veicoli».

I segnali devono essere collocati ad una distanza, rispetto ai dispositivi di rilevamento, in ogni caso non superiore ai 4 km, che abbia conto dello stato dei luoghi e nel cui tratto intermedio non siano presenti intersezioni stradali, come specificato all’art. 2, comma I, del medesimo Decreto del 15.08.2007.

La normativa prevedeva, quindi, una distanza massima (4 km appunto) tra il segnale stradale di preavviso e la postazione di controllo a cui si riferisce, ma non una distanza minima, stabilendo semplicemente che tale distanza dovesse essere “adeguata” in modo da garantirne il tempestivo avvistamento, in relazione alla velocità locale predominante. Sul punto è intervenuta la direttiva del Ministero degli Interni del 14.08.2009 (così detta Direttiva Maroni), ritenendo che sia da considerare “distanza minima adeguata” quella fissata, per ciascun tipo di strada, dall’art. 79, comma 3, Reg. Esec. C.d.S. per la collocazione dei segnali di prescrizione.

Gli autovelox nascosti

Come già accennato, il riformato art. 142, comma VI bis, del Codice della Strada, prevede che, oltre che presegnalati, gli autovelox debbano essere collocati in condizioni di visibilità. L’astrattezza del termine e l’assenza di precisi riferimenti in base ai quali poter considerare effettivamente visibile o meno una postazione di controllo hanno consentito per il passato che le forze dell’ordine potessero di fatto eludere la prescrizione normativa, posizionando a proprio piacimento gli autovelox.

Anche su questo punto è stato provvidenziale l’intervento chiarificatorio del Ministero degli Interni , con cui sono state previste specifiche condizioni di visibilità al cui rispetto è subordinata la legittimità dell’accertamento dell’infrazione.

Gli autovelox ad inseguimento

È largamente diffuso un particolare tipo di dispositivo adibito alla rilevazione degli eccessi di velocità, omologato con il nome di Provida 2000, il cui uso differisce dagli altri modelli, poiché esso funziona ad inseguimento ed è installato direttamente a bordo del veicolo delle forze dell’ordine, che segue, durante la marcia, il veicolo oggetto della rilevazione, elaborando una videoregistrazione dell’accertamento. Tale modalità non consente, pertanto, né che la presenza del dispositivo possa essere resa visibile, né che possa essere presegnalata secondo le modalità appena illustrate. Ciò malgrado l’uso di questi dispositivi, sebbene essi non siano né visibili né presegnalati, è da considerarsi pienamente legittimo.

L’art. 3 della già citata Direttiva Maroni ha, infatti, previsto che le disposizioni dettate degli articoli 1 e 2 del medesimo provvedimento, in materia appunto di presegnalazione e visibilità degli autovelox, «non si applicano per i dispositivi di rilevamento della velocità installati a bordo di veicoli per la misura della velocità in maniera dinamica, ovvero ad inseguimento».

La contestazione della multa

Per espressa previsione legislativa, ai sensi del già esaminato art. 200 del Codice della Strada, vi sono dei casi in cui non ricorre alcun obbligo di contestare immediatamente al trasgressore la violazione del limite di velocità. Ci si riferisce in particolare alla lettera e) ed alla lettera f) del comma 1bis dell’art. 200 del Codice della Strada. In particolare, il comma 1bis lettera e) prevede non sia necessaria la contestazione immediata quando l’accertamento sia avvenuto tramite dispositivi di rilevamento che per il loro specifico funzionamento consentono la determinazione dell’illecito solo in un momento successivo, quando cioè il veicolo oggetto del rilievo sia già troppo distante dal posto di accertamento o comunque non ricorrano le condizioni per poter intimare il fermo in condizioni di sicurezza o nei modi regolamentari.

Il comma 1bis lettera f) si riferisce, invece, agli accertamenti effettuati con i dispositivi di cui all’art.4 del Dl 121/2002, convertito nella legge 168/2002, ovvero quei dispositivi a funzionamento automatico installati su autostrade e strade extraurbane principali, nonché su strade extraurbane secondarie e urbane espressamente indicate dal Prefetto.
In tali casi, quindi, ai fini della valutazione sulla legittimità del verbale, si dovrà verificare la corretta indicazione dei motivi che hanno impedito la contestazione immediata, rinvenendo a seconda dei casi, la corretta indicazione della lettera e) oppure f) del comma 1bis dell’art. 201. Del Codice della Strada.
Sulle autostrade e strade extraurbane principali nonché sui tratti di altre strade individuati dal prefetto la contestazione differita della violazione è sempre consentita.
Le ipotesi residuali non contemplate dalle lettere e) ed f) dell’art. 201 riguardano gli accertamenti effettuati tramite autovelox mobili gestiti direttamente dalla polizia collocati su strade extraurbane secondarie o strade urbane di scorrimento non segnalate dal Prefetto. Tuttavia, ciò non significa che in tali casi la contestazione immediata sia obbligatoria, ma semplicemente che tali fattispecie rientrano nella previsione generale dell’art. 200 del Codice della Strada, secondo cui la contestazione immediata è obbligatoria se “è possibile”. Il verbale potrà quindi preservare la sua legittimità indicando espressamente quali motivazioni abbiano reso impossibile la contestazione immediata. Trattandosi, nella fattispecie che stiamo esaminando, di violazioni per eccesso di velocità, è semplice dedurre che per addotte ragioni di sicurezza l’infrazione potrà essere sempre contestata successivamente mediante notifica dl verbale presso il luogo di residenza dell’intestatario del veicolo oggetto dell’accertamento.
Allega il verbale
Ti risponderemo entro poche ore
  • Buongiorno, non ho domande ma vorrei segnalarvi un nuovo capitolo della questione Tarature Misuratori di Velocità, che riguarda il contenuto dei certificati di taratura e non solo l’esistenza in se di un certificato di taratura fatto presso un ente accreditato.
    La prima cosa riguarda la velocità massima raggiunta in sede di verifica periodica, nel capo 3.1 dell’allegato al D.M. 282/2017 viene nominato il “campo di utilizzo” che il ministero stesso ha chiarito come calcolare con una nota del 27/10/2017 (si prende il limite di velocità della strada su cui utilizzare lo strumento, si aumenta dell’ultimo scaglione sanzionatorio, comma 9bis, quindi + 60 km/h e si aggiunge il 5% di tolleranza) quindi per utilizzare lo strumento su una strada con limite a 90km/h è necessario tararlo almeno fino a 160km/h. Questi dati vanno ovviamente riportati sul certificato di taratura.
    La seconda cosa riguarda la distribuzione dei punti di misura nel range di velocità, il Decreto dice che devono essere uniformemente distribuiti all’interno dell’intervallo di misura, ma come fa un agente di Polizia a verificare che la verifica di taratura sia stata fatta rispettando la legge, sarebbe opportuno che i laboratori accreditati fornissero per ogni taratura tutti i punti di misura, forse gli stessi punti per essere ufficiali dovrebbero far parte del certificato stesso. Intorno a questo argomento ci sono stati dei ricorsi ai giudice di pace che sollevavano la mancata evidenza dei punti di taratura, che potesse dimostrare la uniforme distribuzione degli stessi e quindi il pieno rispetto di quanto previsto dalla legge. I ricorsi sono stati accolti, ovviamente.
    Finalmente Accredia è corso ai ripari dando una interpretazione a quanto previsto dal Decreto Ministeriale e con la circolare tecnica 04/2019 del 14/06/2019 indicando ai centri di taratura cosa deve contenere il certificato.
    Visti i ricorsi accolti e vista anche l’ammissione di questa mancanza che fa ACCREDIA quando con la circolare tecnica, a distanza di due anni, fa chiarezza sulla materia, visti dei certificati di taratura emessi dai tre centri accreditati in Italia, solo quello del LAT105 riportava l’indicazione di tutti punti di verifica fatti in sede di taratura.
    A questo punto tutti certificati emessi senza l’evidenza della uniforme distribuzione dei punti di misura non rispettano il Decreto Ministeriale 282/2017 e quindi sono esposti a possibili ricorsi.
    A questo punto mi chiedo due cose:

    – Tutti gli automobilisti che hanno pagato una multa elevata con misuratori di velocità non tarati correttamente dal 31/07/2017(giorno di pubblicazione del D.M. 282) ad oggi hanno diritto ad un risarcimento?
    – I comuni che hanno pagato una taratura che non rispettasse la legge possono aver diritto ad un rimborso?

    • Ciao Francesco, grazie del prezioso contributo.
      generalmente non prediligiamo argomentazioni eccessivamente tecniche nei nostri ricorsi, poiché esporrebbero il ricorrente a dover eventualmente sostenere i costi esorbitanti di una ctu. La questione, che pure concettualmente potrebbe essere assolutamente fondata, non ritengo rappresenti la migliore strategia processuale possibile.
      Riguardo i tuoi quesiti finali:
      1) il pagamento della sanzione rappresenta atto di acquiescenza, quindi nessun diritto a risarcimento;
      2) le pubbliche amministrazioni che dimostrino di aver patito un danno a causa della inesatta adempienza all’oggetto dell’incarico ricevuto da parte degli enti di verifica, potrebbero rivalersi su questi ultimi per essere risarciti (ma dubito ciò avvenga)

  • Salve volevo sapere se per quanto riguarda il telelaser sono obbligati a fermarti e da che distanza riescono a rilevare la velocità di percorrenza

    • come per qualsiasi altro accertamento per eccesso di velocità ci mettono poco a giustificare l’omessa contestazione immediata.
      Riguardo la distanza, dipende dal tipo di dispositivo…

  • In una strada con limite 50km, è stata rilevata una velocità di 56km, con l abbattimento di 5 km, la velocità per cui è arrivata la multa è di 51 km quindi per soli 1 km. È possibile contestarla?

    • Ciao Vincenzo, di per sè anche un solo kmh di differenza rappresenta una violazione del limite di velocità. Un eventuale ricorso dovrà essere fondato su basi più solide. Puoi inviarci il ricorso per una nostra valutazione gratuita

    • Ciao Fabio, il verbale deve esserti notificato al massimo entro 90 giorni dall’accertamento dell’infrazione. Qualora ti fosse notificato oltre i 90 giorni, la tardività della notifica sarà un ulteriore motivo di opposizione

      • ciao Alberto ho ricevuto una multa che ho subito pagato entro i 5 giorni per pagare il 30% in meno, adesso ho letto che se il verbale viene notificato dopo 90 giorni può essere contestato, effettivamente mi è arrivato oltre i 90 giorni ma ormai ho gia pagato, ancora non invio il modulo per la decurtazione dei punti, posso ancora fare la contestazione ed ottenere il rimborso oppure ormai non posso fare più nulla?

  • SS7 Km701.500 circolavo a 90 km/h con pilota automatico (seguito da altra persona con altra vettura testimone ) , mi pare assurdo beccare una multa su velocità contestata 100 km/h superando di 4 km/h.
    ho chiamato la municipale del posto mi ha risposto un sovraintendende credo siciliano dicendomi che oggi non c’è nessuno devo chiamare domani pomeriggio x la documentazione fotografica(sul verbale indicato visibile solo in ufficio)ed io che non sono del posto cosa faccio?in allegato poi é descritta un altro tipo di vettura sebbene la targa sia giusta.
    aldilà della somma irrisoria ritengo questo verbale emesso a scopo cassa. cosa consigliate?

    • Ciao Marco, perché tanto affanno per avere la foto? Se non ti serve per incorniciarla, non te ne fai assolutamente nulla, né tantomeno potrà essere di supporto all’opposizione! Se vuoi puoi inviarcene copia e lo valuteremo gratuitamente

    • Ciao Guido, se le tre multe fossero contestabili lo sarebbero tutte. Inviacene almeno una e nel giro di qualche ora ti diremo gratuitamente se ricorrono i presupposti per l’opposizione

  • Buongiorno mi è arrivato un verbale con sospensione patente per 2 mesi.
    Io non so chi era alla guida della vettura come devo fare?

    • Non comunicando i dati del conducente, riceverai comunque la multa per l’omessa comunicazione ex art. 126bis del CdS, la cui sanzione ammonta a circa 275 euro.
      Chiaramente non comunicando i dati del conducente, metterai in salvo la patente.

  • Buongiorno. Ieri percorrendo Via Cristoforo Colombo “strada extraurbana di Roma” sono stato flashato da autovelox a circa 70kmh. Leggo successivamente su un cartello il limite di 50kmh. limite anomalo visto la strada extraurbana a scorrimento a 2 corsie per senso di marcia!!! Ho letto su tutti i gli articoli che è stata un ordinanza straordinaria dell’assessora “Meleo” molto contestata che ha portato la cifra record di 80mila euro di multe solo nel periodo estivo coinvolgendo quasi 13mila autoveicoli. Mi sembra una riduzione eccessiva della velocità del tratto non giustificabile con la preservazione del manto stradale “questa la dichiarazione istituzionale del X municipio”. Siamo Automobilisti o il bancomat del comune? grazie.

    • Ciao Luca, ti confermo che i cittadini multati sulla Colombo sono tantissimi. Qualora ti fosse notificato il verbale, inviacene copia e valuteremo se e come contestarlo

  • Buongiorno, mi chiamo Luigi. Il giorno 15 agosto percorrevo la Ss80 racc. teramo mare, in fase di sorpasso mi sono accorto di un’auto della polizia ferma lungo la carreggiata ho rallentato temendo per quel che possibile di essere tamponato. Non c’erano agenti ne apparecchiature all’esterno ma la mia paura è che avessero uno scout speed all’interno. Nel caso dovesse arrivarmi la multa avrei bisogno di voi. Cordiali saluti. Luigi

  • Guidava il mio Marito la mia macchina intestato a me per 5km superava la velocità. Per andare fare la sua chemioterapia a Schiavonia.sono arrivata 8 multe!!! Adesso il mio meriteresti venuta,a mancare.
    Una altra disgrazia. Grazie per la birra bontà.

    • Ciao A.M., mi dispiace per la tua perdita. Purtroppo sarà difficile sostenere che le cure mediche siano un esimente per le sanzioni. Puoi inviarci gli otto verbali e valuteremo se e come poter presentare opposizione.

  • Ciao. Ho superato il limite di velocità di 20 km / h. Vi è stato un divieto superiore a 60 km / h. Quanto costa la violazione?

    • Chiunque supera di oltre 60 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 779 a euro 3.119.

  • Buon pomeriggio,
    Questa mattina percorrendo l’A29 Palermo-Mazara (autostrada dove il limite di velocità è stato deliberato 100 km all’ora), c’era un operatore della Polizia Stradale con in mano un telelaser e sopra il veicolo la scritta “Controllo elettronico della velocità ” . Solo che a distanza non si vedeva ne la scritta ne l’operatore. È legittimo come comportamento?

    • Ciao Luciano, l’opponibilità del verbale non può essere valutata sulla base di queste circostanze di fatto. Attendi che ti sia notificata la multa e inviacela per una valutazione gratuita e non vincolante.

    • come ti è finita Luciano ?? passo ogni giorno di la e di solito nascondono l’auto dietro guard rail …..invisibile…..anche il tizio con telelaser si mette proprio defilato

  • Buonasera!
    Stavo percorrendo una strada con obbligo di velocità agli 80 km/h,io per un breve tratto andavo ai 90 km/h proprio dove si sono piazzati i vigili con la telecamera, ma tutto ciò non era segnalato o comunque non era visibile il cartello di avvertimento.
    Ovviamente non mi è ancora arrivato il verbale nel caso vorrei sapere se posso fare ricorso.Grazie in anticipo!

  • Buongiorno. Ss 16 Rimini-Ravenna e Ravenna – Rimini 2 autovelox tarati fino a ieri sera a 110km. Da questa mattina hanno cambiato la taratura a 70 km senza alcuna segnalazione dei nuovi limiti di velocità. È contestabile?

    • Ciao Andreina, la taratura è indipendente dai limiti di velocità. I limiti di velocità, invece, devono essere chiamati segnalati. Se hai ricevuto la multa puoi inviarcela e valuteremo se e come poter procedere per la contestazione.

  • Buongiorno, ho ricevuto un verbale per eccesso di velocità sulla SS 106. Limite 90 velocità rilevata 105. Autovelox postazione fissa. Nel verbale non vi è alcun riferimento all’autorizzazione prefettizia, ma solo quella dell’anas. Posso presentare ricorso?

  • Buon giorno,viaggiando da Taranto-Reggio Calabria precisamente dopo metaponto dopo la curva vi e installata una velox fissa semi nascosta nella vegetazione sopra la complanare di servizio traffico locale notando sulla
    complanara non vi erano veicoli circolanti mentre sulla superstrada con corsia di marcia e sorpasso limite velocità 90 subito dopo 110 tale velox si visualizza ogni mezzo circolante scattare dei flesci luminosi. Si prega di chi competenza ne a di effettuare delle verifiche su detta postazione fissa di cui sopra,

    • Ciao Egidio, per legge l’autovelox deve essere visibile. Qualora dovessi ricevere il verbale, inviacene copia e valuteremo se e come procedere all’opposizione. Buona serata

  • Buongiorno, quante multe per eccesso di velocità di 12 km si possono prendere sullo stesso percorso SS.36 comune di Nibionno accertato con autovelox 106, rilevatore di velocità n° 947333, CPU n 946996 che a mia insaputa è stato installato nell’ultimo mese di Maggio?

    • Se vi è programmazione unitaria, la condotta e l’infrazione sono uniche. Potrebbero effettuare la rilevazione una volta, due volte o un milione di volte (con una, due o un milione di telecamere differenti), ma rileverebbero pur sempre la stessa e unica infrazione.

  • Buongiorno, ieri mi è capitato di arrivare in corrispondenza di un autovelox poco più veloce quando l’ho visto ho fatto quasi in tempo a frenare, NON VI ERANO SEGNALI di preavviso né in PROSSIMITÀ inoltre era nascosto dietro un muretto. Posso fare ricorso in caso di notifica?

    • Ciao Alessandro,
      per legge l’autovelox deve essere visibile e presegnalato.
      Attendi di ricevere il verbale e quando lo avrai potrai inviarcelo via mail ad info@ricorsi.net per una valutazione gratuita.
      In bocca al lupo

  • Buongiorno…Poco tempo fa sono passato a un velox oltre al limite di velocità dei 50 km orari…. Puntualizzo che prima del velox non vi è : ne il cartello col limite dei 50 ne il cartello che avvisa la presenza del velox… Bel caso in cui mi dovesse arrivare la multa posso fare ricorso puntando su questi 2 aspetti???
    Grazie

    • Ciao Matteo,
      potenzialmente potresti puntare su questi elementi, ma il punto chiave e con TU non puoi e non devi dimostrare che l’accertamento sia avvenuto in maniera legittima, poiché l’onere della prova compete alla PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.
      Attendi di ricevere il verbale e quando lo avrai potrai inviarcelo via mail ad info@ricorsi.net per una valutazione gratuita.
      In bocca al lupo