La notifica della multa mediante centro SIN o CMP

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Esamina con attenzione il verbale che (purtroppo) hai tra le mani: da qualche parte – spesso in in alto a sinistra – potresti trovare un’ informazione del genere: “In caso di restituzione dell’atto al mittente, inviare a Centro Servizi SIN CPO…”. Cosa significa? Significa che il verbale prima di giungere tra le tua mani ha girato mezza Italia e che qualcuno ce lo ha fatto girare. Oltre alla scritta già riportata, troverai infatti l’indicazione della città in cui è ubicato il centro servizi che ha curato la notifica del verbale e, salvo coincidenze fortuite, non si tratterà mai dello stesso Comune a cui appartiene il comando di polizia che ha emesso la multa. L’inciso che abbiamo già riportato non lascia adito a dubbi: il mittente a cui restituire l’atto in caso di omesso recapito non è infatti il comando di polizia municipale ma lo stesso centro servizi SIN.

È legittima questa prassi seguita da tanti comandi di polizia municipali? Ovviamente no.Il verbale di una multa deve, infatti, essere notificato seguendo le medesime regole dettate in materia di notifica degli atti giudiziari. Pertanto, la compilazione del verbale e la relativa notificazione può essere effettuata esclusivamente da un funzionario dell’amministrazione che ha accertato la violazione. Tale funzionario, in veste di ufficiale giudiziario, qualora si avvalga del servizio postale ha il compito di inserire l’atto da notificare in un’apposita busta chiusa, sulla quale deve apporre le indicazioni delle generalità del destinatario, il numero del registro cronologico, la propria sottoscrizione ed il sigillo dell’ufficio. Assolte queste incombenze, l’incaricato dovrà materialmente portare il verbale all’ufficio postale affinché mediante raccomandata sia spedito al destinatario.

Nel tuo caso, quindi, qualora sul verbale sia riportata la famosa “frasetta”, dovremmo essere portati a credere che si sia avverata una delle tre seguenti ipotesi:

ipotesi uno: l’agente di polizia municipale dopo aver imbustato l’atto se n’è andato in giro per l’Italia portando il plico da spedire non all’ufficio postale più vicino, ma ad uno distante magari migliaia di chilometri. Se questa ipotesi ti sembra poco credibile, sappi che non sei il solo. Ma il punto della questione non è la credibilità, ma la competenza. Infatti, se anche le cose si fossero paradossalmente svolte così, il verbale sarebbe da considerarsi nullo poiché l’agente di polizia municipale avrebbe esercitato le proprie funzioni istituzionali al di fuori del proprio territorio di competenza. Un agente di polizia è tale e può esercitare le proprie funzioni solo finché è nel proprio territorio: non può andare in giro a rilevare infrazioni, redigere o notificare verbali.

ipotesi due: il comando di polizia municipale potrebbe aver conferito ad un’agenzia privata l’incarico di recapitare i verbali all’ufficio postale. Se così fosse la notifica sarebbe comunque illegittima, poiché nel procedimento sarebbe intervenuto un soggetto estraneo alla pubblica amministrazione e non abilitato dalla legge a compiere tali operazioni.

ipotesi tre: l’ufficio postale avrebbe curato non solo la spedizione del verbale, secondo le prerogative riconosciute dalla legge, ma avrebbe completamente gestito anche tutta la fase precedente, dalla stampa all’imbustamento del verbale, così sostituendosi alla pubblica amministrazione. È sufficiente in effetti consultare il sito internet di Poste Italiane per scoprire che la sigla SIN sta per “Servizio Integrato Notifiche” e che i centri SIN sono, quindi, “centri specializzati dislocati sul territorio nazionale” attraverso cui “il Gruppo Poste Italiane offre la soluzione per esternalizzare e automatizzare le attività legate al processo di notifica attraverso un’offerta modulare e personalizzabile che comprende: stampa, recapito, archiviazione e rendicontazione in forma cartacea e elettronica degli esiti dell’invio”. Ma non avevamo detto che proprio queste attività devono essere svolte dalla pubblica amministrazione? Appunto per questo la notifica è avvenuta illegittimamente!

In definitiva, in qualsiasi modo la si voglia intendere o si pretenda di ricostruire l’operato della pubblica amministrazione, non vi è modo di ricondurre lo svolgimento delle attività di notifica nell’alveo della legittimità, in cui tutti i casi non appaia di immediata evidenza che il verbale sia stato regolarmente stampato e confezionato dall’agente di polizia municipale per poi essere semplicemente spedito tramite il servizio postale.

Allega il verbale
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