Nullità della multa per vizi di notifica

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Prima dell’entrata in vigore dell’ultima riforma del Codice della Strada, il termine entro cui l’amministrazione era tenuta a notificare un verbale era di centocinquanta giorni dalla data di accertamento dell’infrazione. La Legge 210/2010 ha modificato l’art. 201 del Codice della Strada, riducendo i giorni per la notifica da centocinquanta a novanta. Già in passato le amministrazioni mostravano evidenti difficoltà ad effettuare le notifiche entro i termini, per cui è facile prevedere che questa riduzione creerà non pochi disagi, a tutto vantaggio dei ricorrenti. Il riformato art. 201 del Codice della Strada prevede, inoltre, che, nel caso in cui una violazione sia stata immediatamente contestata al trasgressore, il verbale dovrà essere ugualmente notificato entro cento giorni dall’accertamento, ad uno dei responsabili solidali (generalmente, quindi, al proprietario del veicolo, se persona diversa dal trasgressore).

Sull’argomento sono necessarie alcune precisazioni:

    • I verbali non sono atti processuali, per cui non si applica ad essi il termine di sospensione feriale che, per gli atti giuridici, decorre dal primo agosto al quindici settembre;
    • il termine di 90 giorni va computato dal giorno successivo (a quello dell’accertamento), fino al 90esimo giorno incluso. Non si conta il dies a quo, ma si conta il dies ad quem;
    • il verbale sarà da considerarsi tempestivamente notificato anche nella diversa ipotesi in cui, malgrado sia decorso il termine di novanta giorni dall’accertamento dell’infrazione, il ritardo sia da imputare all’individuazione del conducente trasgressore, le cui generalità siano state comunicate dal proprietario del veicolo destinatario di una antecedente notifica. Si prenda il caso di un veicolo dato in locazione: l’amministrazione avrà novanta giorni per notificare il verbale al proprietario locatore e, quando questi avrà comunicato le generalità del locatario, prenderà a decorrere nuovo termine di novanta giorni per la rinotifica. Possono, quindi, ricorrere ipotesi in cui è d’obbligo considerare tempestiva la notifica giunta anche ben oltre i novanta giorni prescritti dall’art. 201, anche considerando che il primo destinatario del verbale ha un termine di sessanta giorni per poter comunicare all’amministrazione le generalità della persona cui il veicolo era stato affidato;
    • nel verbale deve essere presente una relata di notifica in cui il pubblico ufficiale rende noto e verbalizza, con dichiarazione sottoscritta, l’esito delle operazioni effettuate per consegnare il verbale al trasgressore o responsabile solidale, a mani proprie o di persona abilitata alla ricezione atti, così come prescritto dalle disposizioni del codice civile;
    • il computo del termine di 90 giorni riguarda non la ricezione del verbale da parte del destinatario, ma la consegna del verbale agli uffici comunali preposti alla notifica oppure all’ufficio postale. Tale relata viene normalmente riportata sul verbale e costituisce il momento in cui la notifica si perfeziona per l’ente accertatore. In altre parole al fine del rispetto di un termine pendente a carico del notificante, è sufficiente che l’atto sia tempestivamente consegnato all’ufficiale giudiziario (o al messo o alle poste). Mentre i termini per la tutela in giudizio del destinatario vengono fatti decorrere dal momento in cui è concreta la conoscibilità dell’atto a lui notificato, ovvero con il ricevimento dell’atto (o, comunque, decorsi dieci giorni dalla relativa spedizione nel caso di irreperibilità). Resta il problema di come possa essere fornita la prova della tempestività della consegna dell’atto, per la notifica, all’ufficiale giudiziario o alle poste. La Suprema Corte, con sentenza della sezione 2, n. 23294 del 17/11/2005 ha disposto che in tema di notificazioni a mezzo del servizio postale la prova rigorosa della consegna tempestiva dell’atto da notificare deve essere offerta attraverso la produzione della ricevuta.

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