Cassazione Sent. n. 27414/2009

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Sentenza

Cassazione Seconda Sezione Civile n. 27414 del 28 Dicembre 2009
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE SECONDA CIVILE
SENTENZA

 

sul ricorso proposto da:
COMUNE DI FAGNANO OLONA, in persona del Sindaco protempore, rappresentato e difeso, in forza di procura speciale a margine del ricorso dagli Avv. elettivamente domiciliato presso lo studio del secondo in;

– ricorrente –

contro

G.N.;

– intimata –

avverso la sentenza del Giudice di pace di Busto Arsizio in data 27 giugno 2005.

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 26 ottobre 2009 dal Consigliere relatore Dott. Alberto Giusti;

sentito l’Avv;

lette le conclusioni scritte del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. Rosario Giovanni Russo che ha concluso per la trattazione in pubblica udienza del ricorso;

sentito il Pubblico Ministero in persona del Sostituto Procuratore Generale dott Antonietta Carestia che ha concluso per il rigetto del ricorso.

 

Ritenuto che NG ha proposto opposizione avverso l’accertamento della violazione dell’ art. 146, comma 3 del codice della strada rilevata dalla Polizia municipale del Comune di Fagnano Olona in base a documentazione fotografica;

che, nella resistenza del Comune, il Giudice di pace di Busto Arsizio, con sentenza resa pubblica mediante deposito in cancelleria il 27 giugno 2005, ha annullato il verbale opposto, sul rilievo che l’accertamento, effettuato in maniera non conforme alle disposizioni ministeriali, non poteva essere utilizzato quale prova della violazione contestata;

che, in particolare, il primo giudice ha premesso che, in base al decreto ministeriale che ha approvato il documentatore fotografico di infrazioni commesse da veicoli ad intersezioni regolate da semaforo, occorre che siano scattati, per ogni infrazione, almeno due fotogrammi, “di cui uno all’atto del superamento della linea di arresto e l’altro quando il veicolo in infrazione si trova al centro dell’intersezione controllata”;

che, tanto premesso, il Giudice di pace ha osservato che, dalle fotografie prodotte dal Comune, non risulta che l’auto sanzionata sia stata fotografata all’atto del superamento della linea d’arresto, ma subito dopo il superamento di detta linea;

che per la cassazione della sentenza del Giudice di pace il Comune ha proposto ricorso, sulla base di due motivi;

che l’intimata non ha resistito con controricorso;

che, in prossimità della camera di consiglio, il Comune ha depositato una memoria illustrativa.

Considerato che il primo motivo di ricorso denuncia violazione o falsa applicazione degli artt. 1362 e 1363 cod. civ., in relazione all’art. 2 del decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti 18 marzo 2004, prot. n. 1129, a firma del direttore generale ing. Sergio Dondolini, che approva il dispositivo “FTR – Documentatore fotografico di infrazione” della ditta Eltraff Srl, nel punto in cui prevede che “sono scattati per ogni infrazione, almeno due fotogrammi, di cui uno all’ atto del superamento della linea di arresto”, nonché vizio di motivazione;

che il secondo mezzo denuncia omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia prospettato dalle parti o rilevabile d’ufficio;

che – a prescindere dalla interpretazione da dare al decreto ministeriale 18 marzo 2004, con cui è stato approvato il documentatore fotografico di infrazione, in ordine allo scatto del fotogramma all’atto del superamento della linea di arresto – occorre rilevare che dagli atti di causa risulta pacificamente che nessun accertatore era presente sul posto e nessun agente era impegnato nel funzionamento dell’apparecchio fotodocumentatore;

che questa Corte – con indirizzo costante (Sez. II, 11 aprile 2006, n. 8465; Sez. II, 11 gennaio 2008, n. 558) – ha precisato che, in tema di violazioni del codice della strada, le condizioni che in caso di rilevamento della velocità a mezzo di apparecchiatura tipo autovelox consentono la contestazione differita dell’infrazione non ricorrono nella diversa ipotesi in cui l’attraversamento di un incrocio con luce semaforica rossa sia constatato a mezzo di apposita apparecchiatura fotografica.

Infatti, in quest’ultimo caso l’assenza non occasionale di agenti operanti non appare consona all’utilizzazione di un apparecchio di rilevamento automatico, né appare superabile alla luce del disposto dell’ art. 384 regolamento di esecuzione del codice della strada, atteso che tale norma è di natura regolamentare e secondaria rispetto alla disposizione legislativa, che prevede comunque come regola generale la contestazione immediata, e non contempla affatto l‘assenza di agenti sul posto. D’altra parte, l’istituzionale rinuncia alla contestazione immediata non è conforme alle possibili situazioni che in tali evenienze possono verificarsi (come ad es. nel caso di coda di veicoli che non consenta al mezzo che abbia legittimamente impegnato l’incrocio di attraversarlo tempestivamente) e che solo la presenza di un agente operante “in loco” può ricondurre nell’ alveo della corretta applicazione delle disposizioni relative;

che, pertanto, alla luce di questo orientamento, che il Collegio condivide ed al quale intende dare continuità, corretta la motivazione della sentenza impugnata ai sensi dell’ art. 384 cod. proc. civ., il ricorso deve essere rigettato;

che nessuna statuizione sulle spese deve essere adottata, non avendo l’intimata svolto attività difensiva in questa sede.

PQM

La Corte rigetta il ricorso.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della II Sezione civile della Corte suprema di Cassazione.
il 26 ottobre 2009

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