Multa annullata e condanna alle spese: chi perde paga

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Tanto spesso le multe vengono annullate, ma solo raramente la pubblica amministrazione viene condannata a pagare le spese legali sostenute dal ricorrente. Solitamente, infatti, si ha l’impressione, facendo il nostro lavoro, che i Giudici tendono ad assumere con maggiore serenità soluzioni mediane, che accontentino entrambe le parti, affinché nessuna sia indotta a presentare appello.
Talvolta, tuttavia, le multe presentano profili di illegittimità talmente gravi che la condotta della pubblica amministrazione meriterebbe davvero di essere sanzionata, così da tenere indenni i cittadini dalle spese e dai fastidi che hanno dovuto inutilmente sopportare per ottenere giustizia.
Con questo orientamento la Cassazione Civile con Sent. 8918/15 ha definito una vicenda giudiziaria iniziata con una sanzione amministrativa elevata con una telecamera automatica sulla Tangenziale di Torino per avvenuta circolazione sulla corsia di emergenza.

Il conducente del veicolo aveva ottenuto, in sede di Appello, ragione poiché la Prefettura competente non aveva depositato in atti la documentazione fotografica dell’infrazione elevata. Il Giudice di appello, tuttavia, aveva compensato le spese legali vista la particolarità della fattispecie.

La lite è giunta ugualmente al suo terzo grado di giudizio, definendo il quale la Cassazione ha riformato la sentenza d’appello, ritenendo illegittima la compensazione delle spese. I Giudici di Piazza Cavour hanno, infatti, ribadito che le spese del giudizio sono da porre interamente a carico dell’amministrazione soccombente, malgrado l’esito della causa sia stato condizionato nel caso concreto dall’inefficienza dell’ufficio nel produrre documentazione probante in proprio favore.

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