Nulli i verbali spediti dal servizio postale tramite cmp

67

Perché un verbale rilevato dalla polizia municipale di un comune deve risultare spedito dal servizio postale di un altro comune, magari al capo opposto della penisola? Ce lo siamo spesso chiesti e sempre abbiamo contestato la legittimità di questa prassi. Ci si fa poco caso magari, ma a ben vedere tra una riga e l’altra del verbale si potrà scorgere la dicitura “spedito dal’Ufficio postale CMP di…”. La sigla CMP sta per “centro meccanizzazione postale”: si tratta presumibilmente dei centri di raccolta istituiti da Poste Italiane per la raccolta, la lavorazione e la notifica dei verbali.

Ce ne sono tanti, da Pavia, a Fiumicino, da Napoli a Palermo. Raramente, tuttavia, il cmp competente risulta essere quello del comune in cui stata elevata la contravvenzione. Tale circostanza sta ad indicare che il mittente non è il comando di polizia o l’ufficio comunale che ad esso fa capo, ma direttamente il soggetto privato, cui è stato demandato il compito non solo di consegnare il plico, ma di provvedere alla sua compilazione e alla sua stampa: on vi è dubbio alcuno che tali operazioni preliminari devono essere compiute dall’organo di appartenenza dell’agente accertatore, che poi per la sola notifica potrà avvalersi anche del servizio postale. Queste in breve sono da sempre le nostre argomentazioni, cui ha fatto eco la recente motivazione offerta dal Giudice di Pace di Lecce con la sentenza 408/2013, da ultimo pubblicata.

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.