Entro quanti giorni deve essere notificata una multa?

Avviso di Giacenza

Ultimo aggiornamento: giugno 2026 — a cura della Redazione di Ricorsi.net (avvocati e cultori della materia esperti in diritto civile e amministrativo).

Volendo dare una risposta secca alla domanda «entro quanti giorni deve essere notificata una multa?», potremmo limitarci a dire che il verbale per infrazione al Codice della Strada deve essere notificato entro 90 giorni. In realtà ci sono diverse precisazioni da fare: il termine cambia a seconda del tipo di atto, di dove risiedi, di chi guidava il veicolo e perfino del modo in cui sono stati contati i giorni dall’amministrazione. In questa guida trovi tutto, con i riferimenti normativi e le sentenze più recenti.

Se non vuoi complicarti la vita e ritieni che la tua multa sia stata notificata in ritardo, la cosa più semplice è inviarcene copia per una valutazione gratuita e non vincolante: nel giro di poche ore ricevi la nostra risposta.

Risposta rapida: i termini di notifica in sintesi

Tipo di attoTermine di notificaDecorrenza
Verbale CdS (la «multa» in senso stretto)90 giorniDalla data della violazione
Verbale a residente all’estero360 giorniDall’accertamento
Verbale al responsabile in solido (se il trasgressore è già stato contestato)100 giorniDall’accertamento
Ordinanza-ingiunzione del Prefetto150 giorniDalla ricezione del ricorso (art. 204 CdS)
Cartella esattoriale (prescrizione del credito)5 anniDall’ultimo atto notificato

Attenzione al significato della parola «multa»

Un primo elemento di incertezza nasce dalla promiscuità con cui si usa il termine multa, riferito ad atti tra loro molto diversi, per i quali valgono tempi di notifica differenti:

  • se per «multa» intendiamo il verbale di infrazione al Codice della Strada (l’accezione più frequente), il termine è di 90 giorni;
  • se ci riferiamo a una cartella esattoriale (quelle notificate da Agenzia delle Entrate-Riscossione, ex Equitalia), il riferimento corretto è il termine di prescrizione di 5 anni del credito vantato dalla pubblica amministrazione;
  • se l’atto notificato è un’ordinanza-ingiunzione del Prefetto, il termine entro cui dev’essere emessa è di 150 giorni dalla ricezione del ricorso.

Nel resto della guida ci concentriamo sul caso più comune: il verbale per infrazione al Codice della Strada e i suoi 90 giorni.

Cosa dice la legge: l’art. 201 del Codice della Strada

La regola dei 90 giorni è fissata dall’articolo 201 del Codice della Strada (D.lgs. n. 285/1992). Quando la violazione non può essere contestata immediatamente — come accade quasi sempre con autovelox, tutor, photored e con le infrazioni in ZTL — il verbale deve essere notificato:

  • al trasgressore residente in Italia: entro 90 giorni dall’accertamento;
  • al trasgressore residente all’estero: entro 360 giorni;
  • al responsabile in solido (di norma il proprietario del veicolo), quando il trasgressore è già stato identificato e contestato: entro 100 giorni dall’accertamento.

La notifica del verbale svolge una funzione equivalente alla contestazione immediata: serve a far conoscere al destinatario l’infrazione contestata, le modalità di pagamento e, soprattutto, a metterlo in condizione di difendersi con un eventuale ricorso.

Da quando si contano i 90 giorni: dalla violazione, non dall’«accertamento»

Qui scatta l’errore più frequente — e l’abuso più diffuso da parte delle amministrazioni. Sempre più spesso, per giustificare i ritardi, gli enti dichiarano di aver «accertato» l’infrazione alcuni giorni dopo averla rilevata, soprattutto per le multe da dispositivo elettronico (autovelox, tutor, photored), sostenendo che la rilevazione è automatica e l’accertamento «successivo».

Questa interpretazione è stata più volte ritenuta illegittima. Il Ministero dell’Interno ha chiarito che, salvo la necessità di acquisire informazioni indispensabili da altri uffici, il giorno da cui far partire il conteggio non può che essere quello della commessa violazione. L’orientamento è stato confermato dalla Corte di Cassazione, sentenza n. 7066 del 21 marzo 2018.

In pratica: se il verbale afferma che l’infrazione commessa il 1° gennaio è stata «accertata» il 15 gennaio, i 90 giorni si contano comunque dal 1° gennaio. Se hai dubbi su questo punto, ti conviene farci verificare gratuitamente il verbale.

Conta la data di spedizione, non quella di ricezione

Ricevere la multa dopo il 90° giorno non significa automaticamente che la multa sia nulla. Il novantesimo giorno è infatti il termine entro cui l’amministrazione (ad esempio il comando di polizia municipale) deve spedire il verbale, cioè consegnarlo all’ufficio postale incaricato della spedizione.

Quindi, se la multa è stata spedita entro il novantesimo giorno, il fatto che ti sia arrivata il novantunesimo è irrilevante. È sempre utile verificare sul sito di Poste Italiane la data effettiva di affidamento del plico al servizio postale: è quella a fare fede.

Se il 90° giorno cade di domenica o in un festivo

Se il novantesimo giorno cade di sabato, domenica o in un giorno festivo, il termine è prorogato al primo giorno lavorativo successivo. È un dettaglio che spesso fa la differenza nel calcolo.

La giacenza della raccomandata non allunga i termini dell’ente

Poiché il termine di 90 giorni è riferito alla spedizione, l’eventuale periodo di giacenza della raccomandata presso l’ufficio postale non si conteggia a favore del cittadino. Anzi, vale il contrario: se hai trovato nella cassetta l’avviso di giacenza, ritira subito la raccomandata.

Ritirarla in ritardo riduce i tuoi tempi (per pagare in misura ridotta o per fare ricorso), non quelli di chi ha eseguito la notifica. In caso di mancato ritiro, trascorsi 10 giorni dal deposito (la cosiddetta «compiuta giacenza»), il verbale si considera comunque notificato e da quel momento decorrono i termini per pagare o impugnare.

Notifica oltre 90 giorni: i casi in cui è comunque valida

Anche quando la notifica avviene dopo i 90 giorni, in alcuni casi specifici resta legittima.

Auto a noleggio o in leasing

Per le auto in locazione o leasing il termine riprende a decorrere da capo dal momento in cui l’ente viene a conoscenza dell’identità del locatario, tramite dichiarazione del proprietario. Esempio: il Comune di Milano notifica entro 90 giorni il verbale alla società di noleggio (Hertz, Avis, ALD, Leasys, ecc.); la società comunica che l’auto era in uso al Sig. Tizio; il Comune avrà altri 90 giorni, da quella comunicazione, per notificare il verbale al Sig. Tizio.

Cambio di residenza

Se la raccomandata torna al mittente per un cambio di residenza avvenuto subito dopo la spedizione, l’atto può essere legittimamente rispedito al nuovo indirizzo. L’amministrazione può far decorrere nuovamente i 90 giorni dal momento in cui è posta in condizione di conoscere il nuovo indirizzo, ma solo se il ritardo dipende dal comportamento del cittadino (ad esempio l’omessa comunicazione del cambio di residenza).

Residenza all’estero

Se il destinatario risiede all’estero, ai sensi dell’art. 201 CdS il termine non è di 90 ma di 360 giorni.

Notifica all’obbligato in solido

Quando il trasgressore è già stato contestato ma occorre notificare anche al proprietario (responsabile in solido), il termine sale a 100 giorni dall’accertamento. Attenzione: la Corte di Cassazione (ord. n. 6389 del 10 marzo 2025) ha chiarito che la notifica all’obbligato in solido è sempre necessaria, anche quando il suo legale rappresentante era presente alla contestazione immediata fatta al conducente.

Multa da autovelox: il nodo dell’omologazione (aggiornamento 2026)

Sul fronte autovelox, oltre al rispetto dei termini di notifica, c’è un secondo, potentissimo motivo di nullità: la mancata omologazione del dispositivo. La Corte di Cassazione — con un orientamento avviato dall’ordinanza n. 10505/2024 e confermato, tra le altre, dall’ordinanza n. 26521 del 1° ottobre 2025 — ha stabilito che la semplice approvazione ministeriale del modello non equivale all’omologazione richiesta dall’art. 142, comma 6, del Codice della Strada. Senza omologazione, l’accertamento è viziato e la sanzione può essere annullata.

Novità importante: il 9 giugno 2026 il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha firmato il «decreto autovelox» che disciplina procedure di omologazione, verifica e taratura dei dispositivi. Attenzione però: il decreto, alla data di questo aggiornamento, non è ancora in vigore, perché deve prima superare la registrazione della Corte dei Conti ed essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Fino ad allora resta pienamente applicabile l’orientamento della Cassazione sulla nullità delle multe da apparecchi non omologati.

Per approfondire abbiamo dedicato due guide specifiche: Autovelox e Cassazione 2025 e l’ordinanza 10505 sulle multe nulle senza omologazione.

Multa notificata dopo 90 giorni: cosa fare

Se, alla luce di quanto sopra, la multa risulta notificata oltre i termini, è opportuno presentare ricorso per chiederne l’annullamento. Un punto fondamentale: la tardività della notifica non comporta l’annullamento automatico; deve essere un giudice (o il Prefetto) a dichiararlo, su impulso di chi impugna. Per questo è sempre consigliabile fare ricorso quando i conti non tornano.

Hai due strade, da scegliere in base al tipo di atto:

  • Ricorso al Prefetto: entro 60 giorni dalla notifica del verbale (la via che di norma consigliamo per i verbali CdS);
  • Ricorso al Giudice di Pace: entro 30 giorni dalla notifica del verbale (obbligatorio quando si impugna una cartella esattoriale o un’ordinanza prefettizia).

Se hai ricevuto direttamente una cartella esattoriale senza aver mai ricevuto il verbale, puoi contestare l’omessa o irregolare notifica dell’atto presupposto. E se ti stai chiedendo cosa rischi ignorando il tutto, leggi cosa succede se non paghi una multa.

L’esito di nessun ricorso è mai certo, ma se i calcoli sui termini sono corretti i margini sono ampi. Vuoi una verifica? Inviaci copia del verbale: la valutazione preliminare è gratuita e non vincolante.

Domande frequenti

Entro quanti giorni deve arrivare una multa a casa?

Il verbale per infrazione al Codice della Strada deve essere spedito entro 90 giorni dalla data della violazione (360 giorni se il destinatario risiede all’estero). Fa fede la data di affidamento all’ufficio postale, non quella in cui la raccomandata ti viene consegnata.

Da quando si contano i 90 giorni?

Dal giorno in cui è stata commessa la violazione, non dalla data di «accertamento» indicata nel verbale. Lo ha confermato la Cassazione (sent. n. 7066/2018) e il Ministero dell’Interno.

La multa è nulla se arriva dopo 90 giorni?

Non automaticamente. Se è stata spedita entro il termine, la notifica è valida anche se la ricevi dopo. Se invece è stata spedita oltre i 90 giorni — e non ricorre una delle eccezioni (estero, noleggio, cambio di residenza, obbligato in solido) — puoi chiederne l’annullamento, ma serve un ricorso: la nullità la dichiara il Prefetto o il Giudice di Pace.

Vale la data di spedizione o quella di ricezione?

Vale la data di spedizione, cioè di consegna del plico all’ufficio postale. L’eventuale periodo di giacenza non gioca a favore del cittadino.

Entro quanti giorni deve essere notificata la multa a chi risiede all’estero?

Entro 360 giorni dall’accertamento, ai sensi dell’art. 201 del Codice della Strada.

E se guidavo un’auto a noleggio?

Il Comune notifica prima alla società di noleggio entro 90 giorni; ricevuti i tuoi dati, ha altri 90 giorni per notificare il verbale a te. In questi casi una notifica oltre i 90 giorni dalla violazione può quindi essere legittima.

Entro quanti giorni si notifica al proprietario (obbligato in solido)?

Entro 100 giorni dall’accertamento, quando il trasgressore è già stato identificato e contestato. La notifica all’obbligato in solido è comunque sempre dovuta (Cass. n. 6389/2025).

Dopo quanto tempo una multa va in prescrizione?

La sanzione si prescrive in 5 anni dall’ultimo atto notificato. La prescrizione si interrompe (e riparte da zero) con ogni nuovo atto, come un sollecito, un’ingiunzione o una cartella di pagamento.

Una multa da autovelox arrivata in ritardo si può annullare?

Sì, se è stata spedita oltre i 90 giorni dalla violazione. In più, per le multe da autovelox può rilevare anche la mancata omologazione del dispositivo, che secondo la Cassazione rende nullo l’accertamento. Conviene quindi verificare entrambi i profili.

Quanto tempo ho per fare ricorso?

60 giorni dalla notifica per il ricorso al Prefetto, oppure 30 giorni dalla notifica per il ricorso al Giudice di Pace. I termini sono perentori: una volta scaduti non si torna indietro.

Le informazioni di questa guida hanno carattere generale e non sostituiscono una consulenza legale sul caso concreto. Per una valutazione personalizzata e gratuita del tuo verbale, contattaci.

Ma cosa scrivo esattamente nel ricorso?

Qui a seguire ecco un esempio della motivazione che potrai copiare e incollare nel tuo ricorso, corredata dai necessari riferimenti normativi

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2 risposte
  1. Non avendo mai ricevuto il verbale , ora è arrivata una mancata riscossione, A nome di mio padre defunto. Cosa posso fare ?… oltr che pagare ?

  2. Salve, mi è arrivato un verbale per non avere comunicato l’identità del guidatore per una multa per eccesso di velocità di cui non ho mai ricevuto la notifica, anche se risulta notificata in un giorno che mi trovavo negli Stati Uniti. La multa stessa tra la data del fatto il 02/07/2024 e la notifica 06/10/2024 sono trascorsi 98 giorni, quindi volevo fare ricorso, però sono trascorsi già i 60 giorni per poterlo fare. Che faccio pago oppure pensate che possa fare ricorso ugualmente. Grazie