Cosa succede se non pago una multa

Partiamo da un presupposto: anche se si è convinti di essere nel giusto non è mai conveniente lasciare una multa non pagata senza averla contestata con un ricorso.
In questo articolo analizzeremo la situazione di chi per dimenticanza, per problematiche economiche o per questione di principio non abbia pagato la multa entro i termini indicati.

Quali sono i tempi entro cui pagare? 

All’interno di ogni verbale vengono indicati due differenti importi (ai sensi dell’art. 202 C.D.S.):
– Il primo corrisponde ad una somma scontata del 30% rispetto alla sanzione: questo beneficio viene applicato soltanto a chi paga entro il termine di 5 giorni dalla data di notifica (in caso di contestazione differita) o dalla data della contestazione immediata. Il calcolo dei giorni parte da quello successivo alla notifica o alla contestazione (per esempio per una multa notificata di giovedì il termine cadrà il martedì successivo);
– Il secondo corrisponde alla sanzione minima irrogabile secondo le norme violate, che va saldata entro un termine di 60 giorni.
È possibile però pagare la multa in qualunque momento, anche oltre i 60 giorni: in questo caso la sanzione sarà pari alla metà del massimo edittale oltre alle spese di procedimento e di notifica.
Detto importo sarà aumentato degli interessi pari al 10% ogni 6 mesi di mancato pagamento.
Va precisato che lo sconto non è applicabile alle violazioni che prevedono sanzioni accessorie come la confisca del veicolo o la sospensione della patente e per i casi di particolare gravità.
Risulta evidente che pagare una multa in ritardo è sconveniente, ma sempre possibile.
Sarebbe quindi auspicabile evitare le conseguenze a cui si va incontro se non si paga.

Cosa succede quando non si paga?

Come detto, la multa può essere saldata anche oltre i termini, ma ci sono delle conseguenze.
Il verbale non opposto infatti diventerà una particolare forma di titolo esecutivo e sulla base di questo l’amministrazione potrà in qualunque momento iscrivere a ruolo le somme per procedere al recupero coattivo a mezzo di un ente di riscossione (come l’Agenzia delle Entrate – Riscossione).
Detto ente, incaricato del recupero, procederà entro i due anni successivi alla notifica di una cartella esattoriale alla vostra residenza.
Attenzione: la cartella non conterrà soltanto l’importo della sanzione non pagata oltre il sessantesimo giorno, ma sarà aumentata di interessi, sanzioni e spese per la sua emissione.
Dopo la notifica della cartella non ci saranno cause o ulteriori intimazioni di pagamento, ma questa diventerà esecutiva trascorso il termine ultimo indicato per il pagamento.
A questo punto l’importo sarà aumentato di tutte le maggiorazioni dette, cui si aggiungerà il 10% di interessi ogni sei mesi, il rischio è quindi di andare incontro all’obbligo di pagare cifre esorbitanti, ben al di sopra della multa iniziale.

Il ruolo può diventare esecutivo, cosa significa?

Una volta emesso il ruolo e notificata la cartella, questa potrà diventare esecutiva, ciò vuol dire che l’ente di riscossione potrà agire senza nessun accertamento giudiziale per ottenere l’applicazione di misure cautelari (come il fermo amministrativo del veicolo) e misure esecutive (come il pignoramento dei beni).
Il termine ultimo generalmente indicato per il pagamento è di 60 giorni dalla notifica della cartella: se non si adempie il ruolo diventerà esecutivo.

Cosa succede se passano 5 anni senza un atto dell’amministrazione?

Ogni ente locale che irroga una sanzione ha dei precisi archi temporali entro cui agire nei confronti del trasgressore.
I provvedimenti di cui abbiamo parlato infatti devono essere applicati entro 5 anni dalla contestazione.
Se quindi l’ente non procederà in nessun modo entro questi tempi la multa dovrà considerarsi prescritta: l’ente cioè non avrà più diritto alla riscossione e noi non saremo obbligati a pagarla.
Attenzione: ogni atto di sollecito inviato dall’amministrazione interromperà il tempo di prescrizione, che dovrà ricominciare a decorrere dall’ultima notifica (ai sensi dell’art. 209 C.D.S.).
Va detto che è rara la circostanza in cui l’ente accertatore non adotti nessun provvedimento per 5 anni e che comunque non è il caso di rischiare, considerate le conseguenze che si verificano con il passare del tempo.

Cosa fare se si ritiene di avere ragione?

Se si ritiene di essere stato ingiustamente sanzionati occorre difendersi con i giusti mezzi, per poter vedere annullata la propria multa.
In particolare i mezzi di impugnazione della multa sono due:
– Ricorso al Giudice di Pace: per proporlo si hanno 30 giorni dalla data della contestazione immediata o dalla data di notifica.
– Ricorso al Prefetto: si hanno 60 giorni dalle medesime date. Questo potrà essere presentato sia all’organo che ha accertato la violazione (con consegna a mano, raccomandata o pec) sia alla Prefettura competente (con raccomandata o pec).

L’invito al lettore

L’unica strada percorribile per chi ritiene di essere stato ingiustamente multato è quella di impugnare la sanzione con i mezzi indicati ed entro gli stringenti tempi concessi.
Se si arriva all’emissione della cartella esattoriale infatti, ogni opposizione potrà essere inerente esclusivamente al procedimento di riscossione o alla mancata notifica del verbale di accertamento e non potrà più riguardare il merito della sanzione irrogata.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.