La tecnologia al (dis)servizio dei cittadini

Per gli italiani e per le multe si preannunciano tempi duri. Secondi indiscrezioni e fonti ufficiali, infatti, sarà un autunno da “grande fratello”. Già, perché le telecamere che sono disseminate ovunque, tra città e autostrade, serviranno non solo per rilevare eccessi di velocità, passaggi con semaforo rosso o accessi in ztl, ma potranno essere utilizzate dalle forze dell’ordine per contestare qualsiasi infrazione sia commessa.
Tramite i rilievi fotografici sarà possibile, ad esempio, rilevare chi guida senza casco, chi non espone sul cruscotto il tagliando assicurativo o circola con un fanalino rotto.

Il sistema tecnico e informatico messo a punto dal Ministero dell’interno (che ha sede nel Comune di Settebagni, nei pressi di Roma) è già pronto ad entrare in funzione almeno dallo scorso inverno, quando questa rivoluzione era stata già preannunciata. Per il momento manca solo la legge, ma non tarderà ad arrivare.

Il sistema è semplice: non appena un sistema di rilevazione scatta una foto il cervellone elettronico verifica che l’auto sia assicurata, che sia stata sottoposta a revisione, che non sia soggetta a fermi giudiziari o sequestri. Il calcolatore incrocia le banche dati esistenti presso la motorizzazione civile e in automatico viene stilato il verbale della multa. Per le altre infrazioni, l’occhio umano potrà fare il resto: con tanto di prova fotografica si potranno sanzionare tutte le altre condotte illecite: chi circola contro senso o non indossa la cintura di sicurezza non avrà più scampo.

Nel mentre per avere un certificato al comune servono due ore di fila e la tanto decantata digitalizzazione della pubblica amministrazione non ha mai preso il volo, ancora una volta lo Stato mette a punto a punto un sistema informatico degno di fare invidia ad altri ben più sviluppati paesi europei. Come mai tanta solerzia e tanto avanzamento tecnologico, in un paese le cui infrastrutture pubbliche sono da paese del terzo mondo? Non serve molta fantasia per trovare una risposta e individuare proprio nelle compagnie assicurative i principali beneficiari di questa nuova riforma. Solita storia, insomma: tolleranza zero, italiani che pagano e poteri forti che si riempiono le tasche.

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